Hiv, contagio debellato in dieci anni se tutti facessero test

mercoledì 26 novembre 2008 14:44
 

di Michael Kahn

LONDRA (Reuters) - Se la maggior parte della popolazione mondiale si sottoponesse al test dell'Hiv e venissero somministrati immediatamente i farmaci nei casi di esito positivo, la trasmissione del virus verrebbe debellata entro dieci anni, secondo le previsioni di un programma computerizzato emerse oggi.

I costi del progetto sarebbero inizialmente alti, scrivono sulla rivista The Lancet Reuben Granich e colleghi dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), ma calerebbero nel tempo al diminuire delle persone infette.

I ricercatori sottolineano che le loro scoperte non rappresentano la nuova politica che l'Oms o qualsiasi altro organismo intende adottare, ma solo un appello alla discussione sui metodi per contrastare più efficacemente il diffondersi dell'Aids e sul ruolo dei cosiddetti farmaci antiretrovirali, che allungano la vita delle persone infette senza però estinguerne la malattia.

"Anche se altre strategie di prevenzione, da sole o combinate, possono sostanzialmente ridurre l'incidenza dell'Hiv, il nostro modello suggerisce che solo test volontari universali e un inizio immediato del trattamento con farmaci antiretrovirali possono riportare il tasso di contagio a livelli per cui debellare un'epidemia generalizzata, come quella che colpisce il Sudafrica, possa essere possibile entro il 2020", hanno scritto.

Granich e colleghi, utilizzando i dati del Sudafrica per il loro studio, hanno scoperto che i test volontari a cui si è sottoposto il 90% della popolazione, e il trattamento immediato per coloro che sono risultati positivi, possono ridurre la trasmissione del virus di oltre il 95% in dieci anni.

Si stima che l'Aids, impossibile da curare definitivamente, colpisca oggi circa 33 milioni di persone in tutto il mondo, la maggior parte delle quali nell'Africa sub-sahariana, e abbia ucciso 25 milioni di persone.

La fattibilità della scoperta pone tuttavia delle perplessità, riconoscono i ricercatori. Una di queste riguarda i costi, dato che difficilmente il sistema sanitario di un paese povero potrebbe farsi carico sia delle spese per i test che per le cure a vita di cui avrebbero bisogno tutte le persone risultate positive.

 
<p>Un tecnico di laboratorio esamina campioni di sangue per effettuare i test dell'Hiv. REUTERS/Eliseo Fernandez (CHILE)</p>