Ue e altri stati tagliano quote di pesca per il tonno rosso

martedì 25 novembre 2008 18:33
 

RABAT (Reuters) - Gli stati partecipanti ad un convegno internazionale sulla conservazione del pesce si sono accordati per limitare il pescato nel Mediterraneo del pregiato tonno pinnablù, o tonno rosso, specie in via di estinzione.

Lo hanno riferito funzionari dell'Unione europea, mentre i gruppi ambientalisti sostengono che i nuovi limiti siano inadeguati e non fermeranno il rapido declino della specie.

Il tonno rosso, che può arrivare a pesare oltre 600 kg, è spesso un ingrediente per il sushi. Ma le sue scorte sono diminuite rapidamente, in parte a causa dell'eccessiva pesca da parte di alcuni paesi Ue nell'Atlantico orientale e nel Mediterraneo.

I funzionari che hanno partecipato alla riunione a Marrakesh hanno deciso di tagliare le quote del 30% a 19.950 tonnellate nel 2010, ha detto la Commissione Ue.

Gli scienziati della Commissione internazionale per la conservazione del tonno atlantico (Iccat) aveva raccomandato una quota massima di 15.000 tonnellate per evitare il collasso della specie, secondo quanto spiegato dal Wwf.

La Commissione supervisiona la protezione del tonno nell'oceano Atlantico e nei mari vicini. I suoi membri includono Russia, Corea del sud e Giappone, oltre a paesi dell'Ue, Africa e America.

La Commissione Ue ha spiegato che l'accordo ridurrà la stagione della pesca, congelando la capacità di pesca ai livelli del 2007-2008 e aiuterà a porre un freno alla pesca illegale.

Il Wwf sostiene che l'Ue abbiamo guidato la decisione sulle quote, supportata dai paesi nordafricani e dal Giappone.

Gli ambientalisti vogliono un bando totale della pesca del tonno rosso durante maggio e giugno, i mesi in cui la pesca è al suo massimo.

Secondo Greenpeace, le nuove regole riducono l'annuale periodo di pesca di soli 10 giorni e l'accordo è "un disastro".