Smateria: in Cambogia creatività italiana sposa riciclaggio

lunedì 24 novembre 2008 10:12
 

di Massimiliano Di Giorgio

ROMA (Reuters) - Le reti da cantiere che servono a fabbricare borse, porta-iPod e zaini vengono dagli stock di prodotto invenduto, lavorato per ottenere una cinquantina di colori diversi. Le buste di latte in tetrapak che diventano portafogli arrivano da ristoranti e bar che le conservano per il riutilizzo. La plastica per i portafogli è riciclata e poi intrecciata con telai di legno.

Da due anni, grazie all'intreccio tra la creatività e il lavoro italiani e cambogiani, un'azienda "fair trade" che ha sede a Phnom Penh vende -- anche grazie al web -- i suoi prodotti in diversi paesi europei e negli Usa, e da gennaio sbarcherà anche in Italia.

Il marchio "Smateria" in realtà nasce in Italia, nel 2005, per lanciare gioielli fatti con materiali riciclati e altri oggetti. Ma è alla fine del 2006 che le italiane Elisa Lion e Jennifer Morellato hanno fondato nella capitale cambogiana -- dove si sono incontrate e dove erano giunte entrambe per motivi familiari -- la loro società, con un atelier all'inizio ospitato in casa.

Poi è arrivata la bottega al centro di Phnom Penh, e a seguire la nuova sede di produzione, in un grande appartamento. E oggi, partita con tre sarti, una modellista e un lavatore di tetrapak, "Smateria" dà lavoro a 36 persone.

"Anche se noi due, le 'direttrici', non ci siamo ancora pagate uno stipendio e da soli tre mesi abbiamo cominciato a recuperare il nostro investimento. Ma siamo riuscite per due anni a pagare tutti gli altri stipendi con puntualità", dice a Reuters per email Elisa Lion, 38 anni, la "creativa", che sviluppa le idee e il design.

Morellato, 34 anni, un figlio, è invece la responsabile commerciale dell'impresa.

Due figli, un marito che lavora per "Medici Senza Frontiere", Lion è laureata in lingue orientali, e ha vissuto diversi anni in Cina, dove ha lavorato per una Ong. Ma in Italia si è occupata anche di commercio e contabilità.

RETE, PLASTICA E TETRAPAK   Continua...

 
<p>Bottiglie di plastica in un centro di riciclaggio. REUTERS/David Gray</p>