Paesi ricchi poco equi negli aiuti umanitari, dice rapporto

mercoledì 19 novembre 2008 19:05
 

Di Claudia Parsons

NEW YORK (Reuters) - I paesi ricchi inclusi Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia, dovrebbero dimostrarsi più imparziali nell'allocazione di aiuti umanitari per alleviare le sofferenze nel mondo.

Il rapporto Humanitarian Response Index 2008, diffuso dall'organizzazione non-profit Dara (Development Assistance Research Associates) ha classificato 22 nazioni ricche e l'Unione Europea sull'efficacia dei loro aiuti.

L'indice combina dei dati quantitativi, come l'ammontare di aiuti forniti, con informazioni ricavate da 350 organizzazioni umanitarie a cui è stato chiesto di dare un voto ai donatori sulla loro capacità di rispondere adeguatamente ai bisogni, sulla loro neutralità, e sulla capacità di lavorare in gruppi di aiuto e formare competenze localmente nelle zone disastrate.

Le prime tre nazioni donatrici classificate sono rimaste le stesse del 2007: Svezia, Norvegia e Danimarca, mentre agli ultimi posti si trovano Francia, Austria, Italia, Portogallo e Grecia, che hanno ricevuto valutazioni generalmente basse dalle agenzie del settore.

Gli Stati Uniti sono al 15esimo posto su 23, anche a causa delle valutazioni medio-basse sulla "neutralità" nel fornire gli aiuti e sul supporto per lo sviluppo di lungo termine. Sono inoltre al penultimo posto, davanti alla Grecia, nell'attenersi alle leggi umanitarie internazionali e alle leggi sui diritti umani, riferisce la relazione.

"Oggi più che mai, con la crisi finanziaria che minaccia una riduzione dei fondi umanitari, dobbiamo assicurarci che gli aiuti siano distribuiti nel modo più efficace possibile" ha detto Silvia Hidalgo, direttore esecutivo di Dara.

La relazione conclude che le nazioni più ricche dovrebbero fare di più per aiutare le vittime dei disastri, fornendo aiuti in modo equo invece che in base a motivi politici o economici.

Gli Usa risultano essere il tredicesimo stato donatore più generoso del gruppo, relativamente alle dimensioni, con un ammontare di aiuti bilaterali pari a 2,9 miliardi di dollari nel 2007.

"Il presidente eletto Barack Obama ha espresso il suo desiderio di ristabilire la reputazione morale degli Stati Uniti nel mondo", ha detto Hidalgo in una nota.

"La leadership americana nel campo degli aiuti umanitari migliorerebbe la percezione delle persone riguardo gli Stati Uniti, e potrebbe anche ispirare altri paesi donatori a fare del loro meglio per le zone meno fortunate del mondo", ha aggiunto.