Natale, Cia: spese in calo e preferenza per il made in Italy

venerdì 14 novembre 2008 13:14
 

MILANO (Reuters) - Quello che si avvicina sarà un Natale "magro" per le tavole degli italiani che, provati dalla crisi economica, limiteranno le spese folli ripiegando sui cibi della tradizione per preparare i loro pranzi.

Lo rende noto un'indagine della Confederazione italiana agricoltori (Cia), che stima un calo complessivo dei consumi alimentari tra il 3,5 e il 5% rispetto allo stesso periodo del 2007.

Lo studio, condotto su un campione rappresentativo delle famiglie sul territorio nazionale e sulla base dell'andamento della compravendita nei vari passaggi della filiera agroalimentare, ha rilevato che per le prossime festività si spenderanno oltre 6 miliardi di euro.

Quest'anno dunque, poco spazio sarà dato a cibi di fascia alta come caviale, salmone, e ostriche, per cui si prevede un calo del 25-30% rispetto all'anno scorso, mentre si consumerà principalmente "made in italy", confermando la tendenza già riscontrata tra il 2006 e il 2007 che vede gli italiani sempre più oculati nelle loro spese natalizie.

Secondo le stime della Cia, troveremo polli e tacchini, cotechini e zamponi in cima alle preferenze per quanto riguarda carni e insaccati, categorie per cui è prevista una flessione dell'1,8% . Per il pane ci si aspetta un calo nei consumi pari all'1,3%, mentre per la pasta si dovrebbe avere una leggera crescita (più 0,5%), confermano le tendenze registrate negli ultimi mesi. Frutta e verdura dovrebbero invece registrare anche quest'anno un calo negli acquisti di circa il 4,5 per cento rispetto all'analogo periodo del 2007.

Una buona performance dovrebbe, al contrario, essere registrata dai vini, soprattutto i rossi, e dagli spumanti, con aumenti, rispettivamente dell'1,5 e del 2 per cento.

Troveranno ampio spazio nei menù natalizi, continua la Cia, molti prodotti di nicchia e alimenti Dop, Igp, Doc e Igt, legati al territorio, che costituiscono un grande patrimonio per il nostro Paese.

Nonostante la crescita della percentuale di famiglie che acquisterà negli hard discount per cercare di limitare i danni degli eccessivi rincari, gli iper e i supermercati restano anche per queste festività i punti vendita dove si avrà la maggiore concentrazione degli acquisti da parte degli italiani, con il 57,2%.

 
<p>Un uomo lavora alla produzione di un panettone. REUTERS/Dario Pignatelli (ITALY)</p>