Pensioni, per Corte Ue "discriminatorio" limite donne a 60 anni

giovedì 13 novembre 2008 11:48
 

LUSSEMBURGO (Reuters) - E' discriminante verso le donne l'obbligo di andare in pensione a 60 anni, quando tale limite per gli uomini è fissato a 65 anni, come previsto dalla normativa per i dipendenti pubblici e ciò è contrario agli obblighi imposti dalla normativa Ue.

Con questa motivazione la Corte di giustizia Ue del Lussemburgo ha condannato l'Italia per essere venuta meno agli obblighi comunitari.

"La Commissione ritiene che il regime pensionistico gestito dall'Inpdap sia un regime professionale discriminatorio e ha chiesto alla Corte di dichiarare che, mantenendo in vigore una normativa in forza della quale i dipendenti pubblici hanno diritto a percepire la pensione di vecchiaia a età diversa a seconda se siano uomini o donne, l'Italia viola il principio della parità di trattamento", si legge infatti nella sentenza resa pubblica questa mattina.