4 novembre 2008 / 16:34 / 9 anni fa

Moda: Mecap "libera tutti", tornano le scarpe cult degli anni70

<p>Un paio di Mecap ai piedi del cantautore Rino Gaetano al Festival di Sanremo del 1978. Le scarpe cult degli anni 70 potrebbero tornare a breve nei negozi italiani dopo essere scomparse negli anni 80.Handout/Rai</p>

di Massimiliano Di Giorgio

ROMA (Reuters) - Nel "Jurassic Park" della moda anni 70 c'è un gruppo di "avventurieri" che sta riportando in vita un accessorio considerato mitologico da chi all'epoca era adolescente o comunque giovane: le popolari - per prezzo e successo - scarpe Mecap, estinte come i dinosauri di Steven Spielberg.

Scomparse dai negozi nei primi anni 80, impossibile recuperarne anche un solo esemplare, sia pur usato, per ricostruire il "dna" di queste scarpe italiane sportive, che all'epoca costavano solo 10mila lire, provvidenziale è stato non solo uno scarno bozzetto iniziale, ma anche la memoria di chi le indossava e alcune foto.

E ora, le Mecap - il cui culto è continuato in questi anni sul web, grazie ai nostalgici - potrebbero tornare sugli scaffali dei negozi, poco più di 30 anni dopo la consacrazione definitiva delle scarpe grazie allo scomparso cantautore Rino Gaetano, che nel 1978 le indossò sotto al frac sul palco di Sanremo.

L'idea di resuscitare le Mecap è venuta tre anni fa a tre romani trenta-quarantenni - Fabio Manfredi, Pierpaolo Peroni e Lorenzo Verginelli - alle prese con problemi di lavoro, tra cassa integrazione e precariato.

Perché non provare a fare della nostalgia di quelle scarpe un business?, si sono detti. E ora, dopo una serie di alterne vicende potrebbero essere vicini a realizzare l'impresa.

SCARPE-SIMBOLO

Il marchio Mecap, registrato nel 1975, era scaduto nell'85, dopo il fallimento della ditta di Vigevano che produceva le suole delle scarpe, vittima di una serie di investimenti sbagliati. Così, i tre, scoperta la circostanza dopo un'accurata ricerca, sono riusciti a fare loro il simbolo, registrandolo nuovamente, a costo zero.

E a rilanciare sul web (www.mecap.eu) il vecchio slogan, "Mecap libera tutti", che faceva l'occhiolino al gioco preferito dei ragazzini di strada, e all'atmosfera libertaria dei 70 e al prezzo economico.

Poi, raccontano i tre a Reuters, hanno ritrovato Giovanni Corsico, che aveva disegnato il primo bozzetto delle colorate sneaker diventate a metà degli ani 70 un simbolo tra i ragazzini, grazie soprattutto al prezzo, capaci di competere con le ben più costose Adidas. Il grafico gli ha fornito i disegni della scarpa, grazie a cui sono riusciti a far ricostruire da un artigiano un primo modello.

"Quelle scarpe ci hanno fatto uscire dall'incubo dei mocassini - ricorda il 39enne Fabio Manfredi, che con le Mecap ai piedi partecipò ai Giochi della Gioventù del 1981 - Quando sono apparse hanno portato il colore in negozi dove dominava solo il marrone e il grigio".

"Ci innamorammo immediatamente di quelle strane scarpe - racconta sul sito web Pagine70.com Fabrizio Fontana, un aficionado delle Mecap - in pochi giorni comparvero ai piedi di Fazzoletto, Romoletto, Blocco e Fischio che era così mingherlino che quel suolone di gomma pareva che gli arrivasse alle ascelle. Poi erano tremendamente economiche, anche se non duravano niente. In realtà bisogna dire che non duravano niente intere, ma con profonde incollature Blocco ci ha fatto tutte le medie con un solo paio di scarpe".

Dopo essere arrivati vicini a un accordo con un distributore-produttore italiano che avrebbe realizzato le scarpe in una fabbrica pugliese, alla fine i tre hanno rinunciato perché non soddisfatti delle royalties promesse. Pochi mesi fa, invece, è stata una nota azienda italiana a tirarsi indietro per timore di esporsi in un momento di rallentamento economico.

Ora però i tre soci sono in trattativa con due diverse aziende, una toscana e una milanese, e sperano di trasformare a breve le Mecap in realtà, per un prezzo, dicono, che, all'almeno all'inizio, sarà superiore ai 100 euro.

"Sarà un prodotto di nicchia, almeno in un primo momento", dice Manfredi. "Poi il prezzo calerà".

Le nuove Mecap , nel modello classico con le due bande bianche, rischieranno però di deludere i nostalgici almeno in una cosa: non avranno più quel cattivo e inconfondibile odore (anche quello entrato nel mito) che sprigionava il vecchio modello, colpa di un poliuretano scadente. Le scarpe avranno infatti un plantare speciale e saranno prodotte con una resina più raffinata, dicono i tre soci.

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