Sei ammalato? Stai a casa: è il capo che te lo dice

martedì 4 novembre 2008 17:14
 

LONDRA (Reuters) - Se sei ammalato, non andare al lavoro: alla faccia della crisi globale, è questo il consiglio dei datori di lavoro in Gran Bretagna.

Circa tre-quarti dei datori di lavoro hanno detto che i propri dipendenti dovrebbero stare a casa se sono ammalati o si sentono male, anziché trascinarsi in ufficio.

Lo rivela un sondaggio condotto intervistando 1.000 datori di lavoro e diffuso oggi.

"Con la crisi globale, i dipendenti sentono più di prima il bisogno di andare ben oltre il proprio dovere e di lavorare nonostante siano influenzati", ha spiegato Chris Hannant, policy director della Camera di commercio britannica (Bcc).

"Ma non è certo questo il modo di fare una buona impressione".

Il sondaggio della Bcc dimostra che il 73% dei datori di lavoro o dei dirigenti crede che i propri dipendenti dovrebbero stare a casa e curarsi, anziché andare al lavoro quando sono malati, con oltre quattro su cinque che credono che i dipendenti malati siano meno produttivi.

Ma a preoccupare i capi c'è anche il cosiddetto "effetto domino" che si crea quando un dipendente malato va al lavoro e starnutendo e soffiandosi il naso ammorba anche i colleghi.

D'altro canto, un sondaggio condotto sempre in Gran Bretagna ma tra i lavoratori dimostra che molti sono preoccupati o si sentono in colpa quando si prendono un giorno di malattia, con il 57% che dice di doversi sentire davvero male prima di decidere di stare a casa.

In media coloro che lavorano in banca si sono presi il numero più basso di permessi per malattia lo scorso anno, seguiti dal personale degli alberghi e dei ristoranti.

"Alla luce della differenza di vedute tra datori di lavoro e dipendenti, occorre usare un po' più di buon senso nel prendere permessi per malattia quando uno sta male mentre magari i datori di lavoro dovrebbero spiegare il concetto un po' più chiaramente", ha aggiunto Hannant.