caffeina può danneggiare il feto, dice studio britannico

lunedì 3 novembre 2008 16:24
 

Di Michael Kahn

LONDRA (Reuters) - Le donne incinte che consumano caffeina -- anche una tazza al giorno -- partoriranno con più probabilità un neonato sottopeso. Lo hanno annunciato oggi alcuni ricercatori.

Le nuove scoperte pubblicate sul British Medical Journal (Bmj) hanno collegato anche ogni altra fonte di caffeina tra cui tè, Coca-cola, cioccolata e alcuni medicinali, a una crescita relativamente più lenta del feto.

Queste sono le ultime prove tra quelle che con sempre maggiore insistenza indicano che la quantità di caffeina consumata da una persona può avere un impatto diretto sulla sua salute, soprattutto durante una gravidanza.

In gennaio alcuni ricercatori americani hanno scoperto che le donne incinte che bevono due o più tazze di caffè al giorno sono doppiamente a rischio di avere un aborto spontaneo rispetto a quelle che evitano la caffeina.

E' più probabile che i bambini che nascono sottopeso sviluppino quando crescono dei problemi di salute tra cui alta pressione sanguigna, diabete e problemi di cuore.

Lo studio ha rilevato che le donne che bevevano una o due tazze, o tra i 100 e i 199 milligrammi di caffè al giorno, hanno il 20% di probabilità in più di avere un neonato sottopeso rispetto alle donne che ne consumano meno di 100 milligrammi.

"Il consumo di caffeina durante la gravidanza è associato a un maggiore rischio di rallentamento della crescita del feto", hanno scritto Justin Konje e i suoi colleghi, dell'università di Leicester, in Gran Bretagna. "Un buon consiglio è quello di ridurre la caffeina prima del concepimento e durante tutta la gravidanza".

Konje e la sua squadra -- che comprendeva alcuni ricercatori dell'Università di Leeds -- si sono concentrati su 2.645 donne di un'età media di 30 anni tra l'ottava e la dodicesima settimana di gravidanza, che hanno riferito di consumare mediamente 159 milligrammi di caffeina al giorno nel periodo della gravidanza, meno del nuovo limite di 200 milligrammi raccomandato dalla Gran Bretagna.   Continua...