31 ottobre 2008 / 13:50 / 9 anni fa

Calcio, più show che business dal prestito di Beckham al Milan

<p>David Beckham.Lucy Nicholson (UNITED STATES)</p>

di Antonella Ciancio

MILANO (Reuters) - L'arrivo di David Beckham in prestito al Milan farà da propulsore per le vendite di maglie e accessi allo stadio ma l'impatto su sponsorizzazioni e diritti televisivi sarà limitato, visti i pochi mesi di permanenza della stella del calcio nella capitale italiana della moda.

L'ex capitano dell'Inghilterra, che gioca nel Los Angeles Galaxy dallo scorso anno, sarà a Milano dal 7 gennaio e, sebbene i dettagli dell'accordo non siano ancora disponibili, è previsto che faccia ritorno negli Stati Uniti per l'inizio della campagna della Major League Soccer a fine marzo.

La permanenza in Italia offrirà a Beckham, che ha 33 anni, l'opportunità di restare in forma mentre negli Usa la stagione è chiusa e aumenterà le sue chance di una convocazione nella nazionale inglese di Fabio Capello.

Al Milan, che è già la squadra più titolata al mondo, il marchio Beckham porterà glamour e spingerà soprattutto le vendite di merchandising e biglietti dello stadio.

Tuttavia, come ha spiegato Stephanus Tekle, consulente senior della società di marketing sportivo Sport+Markt, enormi guadagni sono difficili da realizzare in meno di tre mesi.

"Certamente, David Beckham è una star - come sua moglie. Ma gli effetti della sua permanenza a Milano non sono tanto grandi come sarebbero stati quando era ai vertici della sua carriera", ha detto Tekle a Reuters.

FATTORE TEMPO

"E' molto improbabile che uno sponsor inizi una collaborazione di lungo termine con un club per un solo giocatore, che in più rimarrà per un periodo limitato".

Beckham è l'ultimo calciatore famoso dopo Ronaldinho a raggiungere il Milan, club di proprietà del premier Silvio Berlusconi, che è anche fondatore di un impero mediatico.

Il marchio Beckham, condiviso con la moglie Victoria Adams, ex Spice girl e ora stilista, è da tempo sinonimo di successo commerciale.

"Gestire un club di calcio non è solo mettere 11 uomini sul campo e vincere le partite, è creare e sostenere l'entusiasmo, riempire gli stadi, generare sponsorizzazioni, merchandising e marketing", ha detto di recente Adriano Galliani, amministratore delegato del Milan.

Alcuni media hanno ipotizzato che Beckham - che al Milan dovrebbe arrivare gratis -- potrebbe restare se il club decidesse di riscattare quel che resta del contratto quinquennale da 250 milioni di dollari con il Galaxy.

Ma sia Beckham, che i due club e la stessa Major League americana hanno smentito questa possibilità.

SI VINCE COMUNQUE

Simon Chadwick, direttore del centro internazionale di business dello sport all'Università di Coventry, ha stimato che il Milan potrebbe guadagnare fino a 10 milioni di sterline dall'arrivo di Beckham, in particolare dalla vendita di biglietti e merchandising.

Sul web, i tifosi possono già ordinare le maglie giallorosse facendosele personalizzare con il nome di Beckham.

"Siamo molto felici perché Beckham rinforza la squadra e fa da catalizzatore. E' un calciatore di grande appeal. Aumenterà probabilmente la visibilità del nostro logo", ha detto Umberto Pieraccioni, amministratore delegato di Bwin Italia, divisione della società austriaca di scommesse sportive e gaming online, che è sponsor di maglia del Milan.

Adidas, che sponsorizza sia Beckham che il Milan, si aspetta un impatto positivo, ma non enorme dal punto di vista finanziario.

"AC Milan avrà uno dei migliori e più esperti giocatori del mondo che gioca nel club, pertanto sarà sicuramente una vittoria per tutti", ha detto la società tedesca in una nota inviata a Reuters.

"Ma a parte ovviamente le vendite delle maglie con il nome e il numero di Beckham non ci aspettiamo un impatto commerciale enorme, perché resterà solo per breve tempo".

Sul fronte dei diritti televisivi, nuovi contratti per il club rossonero o per la serie A sono altrettanto difficili, se si escludono delle potenzialità in Inghilterra, dove i diritti della serie A non sono stati ancora venduti, e l'Asia.

Il Milan ha già ceduto a Media Partner & Silva i diritti televisivi per l'estero, e questo comporta che eventuali introiti andranno all'agenzia e non al club.

"L'impatto economico non è elevato, è possibile vendere ma non diventare ricchi", ha detto Oliver Ciesla, vice presidente per i diritti TV presso l'agenzia di sport marketing Sportfive.

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