Vaticano chiede test psicologici per futuri preti, no ai gay

giovedì 30 ottobre 2008 13:14
 

di Philip Pullella

CITTA' DEL VATICANO (Reuters) - I candidati al sacerdozio nella Chiesa cattolica dovrebbero essere sottoposti a test psicologici per individuare coloro che hanno "tendenze omosessuali fortemente radicate" e gli eterossesuali incapaci di vivere la castità.

Lo ha detto oggi il Vaticano.

Il nuovo documento è il secondo in tre anni a rispecchiare gli effetti dello scandalo sugli abusi sessuali che sei anni fa scosse la Chiesa.

Nel documento si sottolinea che "gli errori di discernimento nelle vocazioni non sono rari", e che individuare in tempo alcune "inettitudini psichiche, più o meno patologiche, ... permetterà di evitare tanti drammi".

Il documento di 20 pagine - "Orientamenti per l'utilizzo delle competenze psicologiche nell'ammissione e nella formazione dei candidati al sacerdozio" - dice che i rettori dei seminari e i vescovi non devono esitare a impiegare esperti esterni se non sono in grado di valutare da soli eventuali problematiche.

Il cammino formativo, dice il documento, dovrà essere interrotto se, nonostante il sostegno psicologico, il candidato non fosse in grado di affrontare "le proprie gravi immaturità", vale a dire "forti dipendenze affettive, notevole mancanza di libertà nelle relazioni, eccessiva rigidità di carattere, mancanza di lealtà, identità sessuale incerta, tendenze omosessuali fortemente radicate".

Viene poi evidenziato che "non basta accertarsi delle capacità di astenersi dall'esercizio della genitalità, ma è necessario anche valutare l'orientamento sessuale".

 
<p>Vescovi durante una messa celebrata da Papa Benedetto XVI in Vaticano. REUTERS/Max Rossi</p>