Sicurezza strade, Aci: 7 giovani su 10 per "guidatore designato"

martedì 28 ottobre 2008 16:01
 

ROMA (Reuters) - Sette giovani su 10 sono disposti a essere il "guidatore designato", che non beve per riaccompagnare gli amici a casa senza rischi. E' quanto emerge da una campagna di sensibilizzazione promossa da Aci e Diageo e da una ricerca commissionata all'Eurisko.

"La sicurezza è un fatto di cultura. Chi guida deve usare la testa", commenta Enrico Gelpi, presidente dell'Automobile Club d'Italia, che insieme a Diageo, leader mondiale nel settore delle bevande alcoliche, ha promosso la campagna di sensibilizzazione pubblica "Guida il tuo team".

"In due anni, l'iniziativa ha coinvolto oltre 350.000 persone e ha individuato più di 2.500 guidatori designati", sottolinea l'Aci in una nota.

La ricerca Eurisko, prosegue la nota, "evidenzia una maggiore consapevolezza dei giovani sulla sicurezza stradale e l'importanza del guidatore designato come prima misura utile a contrastare l'incidentalità dovuta all'abuso di alcol, più dei controlli delle Forze dell'ordine e delle continue raccomandazioni".

"GIOVANI PIU' RESPONSABILI DI QUANTO SI CREDA"

Secondo Sandro Sartor, AD di Diageo Italia, "le interviste condotte durante la campagna mostrano che i giovani non sono così irresponsabili come spesso vengono dipinti: nell'85% dei casi considerano importante il tema del 'bere o guidare".

"Tra le soluzioni al problema, la pratica del guidatore designato raccoglie i maggiori consensi. E', infatti, considerata efficace dal 97% dei giovani", prosegue Sartor.

Testimonial della campagna è stato il pilota di Formula Uno Mika Hakkinen: "Per un pilota professionista - dice nella nota - il controllo di se stessi, della propria vettura e della pista è alla base di ogni successo ... Se vi capita di bere e siete con la vostra vettura, chiedete a un amico di guidare per voi, oppure prendete i mezzi pubblici o il taxi. Non guidate mai se avete bevuto".

Il presidente dell'Aci sottolinea il ruolo primario che famiglia e scuola svolgono "nell'educazione dei ragazzi attraverso esempi e insegnamenti per modelli di vita equilibrati. Al percorso formativo devono contribuire con più incisività anche i gestori dei locali pubblici e gli imprenditori dell'intrattenimento".