Ricerca, forse identificato "gene della transessualità"

domenica 26 ottobre 2008 15:29
 

HONG KONG (Reuters) - In Australia un gruppo di scienziati hanno annunciato di aver scoperto un gene che potrebbe spiegare perché alcune persone sono transessuali.

Il dibattito sulle origini della transessualità va avanti da decenni, e secondo alcuni recenti studi la storia familiare e la genetica potrebbero avere un legame con l'identità di genere.

Nel più ampio studio genetico mai realizzato finora, i ricercatori dall'Australia affermano di aver scoperto che la transessualità potrebbe essere legata al gene androgeno ricettore (Ar), noto per modificare l'effetto dell'ormone sessuale maschile testosterone.

"E' un marchio sociale il fatto che il transessualismo sia semplicemente una scelta di vita, ma le nostre scoperte danno una base biologica a come l'identità di genere si sviluppa", dice Vincent Harley, dell'Istituto di Ricerca Medica della Monash University, che ha guidato lo studio.

Gli scienziati hanno raccolto campioni di dna da 112 transessuali maschi e hanno scoperto che molto probabilmente il loro gene Ar è più lungo di quello di altri 258 uomini non transessuali.

Le versione "lunga" del gene è stata trovata nel 55,4% delle persone nel gruppo transessuale e nel 47,6 degli uomini non transessuale, hanno scritto i ricercatori sulla rivista Biological Psychiatry.

I campioni sono stati analizzati alla ricerca anche di altri due geni, ma non sono emerse significative differenze.

I ricercatori hanno detto che la variante lunga del genere Ar potrebbe influire nel segnalare un testosterone meno efficace, un meccanismo che trasforma il cervello in maschile durante i primi stadi dello sviluppo.

"E' possibile che un calo nei livelli di testosterone nel cervello durante lo sviluppo abbia prodotto una mascolinizzazione incompleta del cervello nei transessuali maschi, dando luogo a un cervello più 'femminile' e una identità di genere femminile", scrivono gli scienziati.

Lauren Hare, che fa parte del gruppo di ricerca, dice: "Pensiamo che queste differenze genetiche possano ridurre l'azione del testosterone e sottomascolinizzare il cervello durante lo sviluppo del feto".

Gli scienziati hanno comunque invitato a compiere altri studi simili tra la popolazione per verificare le scoperte.

 
<p>Una drag queen durante il gay pride a Lima, in Per&ugrave;. REUTERS/Pilar Olivares(PERU)</p>