Festival Roma: sesso, potere e cucina in film italo-brasiliano

sabato 25 ottobre 2008 18:14
 

ROMA (Reuters) - Acclamato in patria al Rio film festival, ma apprezzato molto anche a Berlino e Rotterdam, "Estomago, Una storia gastronomica", ha deliziato come un vero manicaretto anche i palati del Festival del Cinema di Roma.

In una società dove alcuni divorano e altri sono divorati, il cuoco ha un ruolo decisivo e può decidere quale è il piatto migliore. E' partendo da questo assunto che il giovane regista brasiliano Marcos Jorge -- al suo primo lungometraggio dopo una lunga carriera di corti e spot oltre a installazioni video -- lancia uno sguardo per nulla compiacente sulla realtà brasiliana di oggi, regalandoci quella che lui stesso definisce "una favola per adulti di potere, sesso e cucina".

Il protagonista, Raimundo Neonato, nel grande ristorante che è la vita non mangia né viene mangiato, ma cerca una strada alternativa: lui cucina.

Succede per caso, ma soprattutto per destino. Succede per sopravvivere, quando arriva nella grande città, senza un soldo in tasca, su un pullman e viene assunto come uomo delle pulizie in un bettola persa nel deserto urbano.

Da lì, comincia il percorso che lo porterà, grazie alla sua arte culinaria, a incontrare una carrellata di personaggi che in vario modo gli si accosteranno, accompagnando lo spettatore in un viaggio gastronomico e nel contempo socio-culturale per nulla scontato e mai troppo caricaturale.

Dietro l'apparenza di una commedia satirica, infatti, il film offre un'acuta -- e inconsueta -- riflessione attraverso i vari strati sociali del Brasile odierno, affrontando anche il tema del carcere, dove Neonato finirà, cucinando per i compagni detenuti.

"La sfida più grande è stata quella di non cadere nei clichè che pervadono la storia: i detenuti tormentati, la prostituta disperata, l'italiano melodrammatico, il cibo pastorizzato...", racconta Jorge, che ha vissuto molti anni in Italia e tiene a sottolineare che il film è una coproduzione "brasilo- italiana", e vede la partecipazione, tra gli altri, per la colonna sonora di Giovanni Venosta, compositore per le musiche di diversi film di Silvio Soldini.

Il tema del cibo e più in generale della cucina non è nuovo al grande schermo, ma il regista brasiliano ha voluto presentarlo al pubblico con un taglio diverso più "comune".

"In generale i film sulla gastronomia si occupano sempre di haute cuisine. Penso a 'Vatel', 'Come l'acqua per la cioccolata' o 'Il pranzo di Babette'. Io volevo invece mostrare i piatti comuni e la loro preparazione incerta, volevo che gli spettatori uscissero affamati....".

Ed effettivamente, il film solletica l'appetito dello spettatore, che ha sempre più voglia di assaggiare il pastel di Neonato, nonostante le precarie condizioni igieniche nelle quali viene preparato, gustando un'ampia gamma di sapori, dal piccante all'agrodolce, che infine lo lasciano con l'amaro in bocca.