Festival Roma, Bellucci mollata da Favino ne "L'uomo che ama"

giovedì 23 ottobre 2008 15:56
 

ROMA (Reuters) - Anche gli uomini soffrono per amore e le belle donne possono essere mollate. Parola di una bellona per eccellenza, Monica Bellucci, che ha aperto oggi il Festival del cinema di Roma con "L'uomo che ama", di Maria Sole Tognazzi.

"Un uomo pù soffrire per amore e anche una bella donna può essere lasciata, non è vero che se sei carina ti va sempre tutto bene, la vita è così...", racconta l'attrice, giunonica in un tailleur- pantalone di velluto nero, capello liscissimo e top di pizzo che lascia intravedere le forme.

"E Maria Sole, che è una mia cara amica, ha il merito di aver ribaltato due luoghi comuni con questo film", aggiunge, in una conferenza stampa di addetti ai lavori e giornalisti piuttosto delusi, che hanno tributato solo qualche timido applauso al termine della pellicola.

In concorso al Festival e da domani in 200 sale italiane distribuito da Medusa, la storia racconta di Alba (Bellucci), che allestisce mostre d'arte e non riesce ad avere un figlio, che viene lasciata dopo tre anni di convivenza da Roberto (Pierfrancesco Favino), a sua volta poi abbandonato dall'algida Sara (Xenia Rappoport, l'attrice russa che due anni fa, proprio a Roma, si fece molto apprezzare ne "La sconosciuta" di Giuseppe Tornatore e che da allora lavora molto in Italia).

"Volevo sondare la passione da un punto di vista maschile, la forza prepotente di un sentimento a cui nessuno riesce a resistere. L'uomo abbandona e viene abbandonato, è carnefice e poi vittima...", spiega la Tognazzi, ultima figlia del celeberrimo Ugo, alla sua seconda prova di regista, che definisce il suo un film "adulto" sull'amore.

Troppo spesso, sostiene, al cinema le pene d'amore sono un'esclusiva femminile, "è difficile che si veda sullo schermo un uomo che si sveglia al mattino piangendo per amore".

Il quarantenne Roberto, invece, -- un Favino che questa volta non convince, mai veramente dentro il personaggio nonostante affermi di essersi "messo a nudo" -- nel film non si dà pace quando lascia e soprattutto quando viene lasciato, con un afflato tutto adolescenziale che, in non pochi momenti, ha un punta di banalità.

A spezzare il ritmo un po' melò ci pensano, per fortuna, una serie di personaggi collaterali, che strappano allo spettatore qualche sorriso.

L'ottimo Michele Alhaique (visto in tv nella fiction "Medicina generale", e che in questo film si rivela "una promessa del cinema", come sottolinea la stessa Tognazzi), il fratello gay che sopravvive ad una grave operazione cardiaca, mostrandosi nella vita sentimentale più maturo di Roberto; Piera degli Esposti e Arnaldo Ninchi, i genitori "politically correct", che dopo anni di matrimonio si amano ancora e si punzecchiano con ironia in una bella villa al lago; e soprattutto Marisa Paredes -- attrice spagnola tra le muse di Pedro Almodovar -- che interpreta un'irresistibilmente caustica farmacista, datrice di lavoro di Roberto, che nel corso del film scopriremo indurita dalle pene d'amore.

"La collaborazione con tutti gli attori, protagonisti e non, è stata centrale", conclude Tognazzi. "Ma mi piace sottolineare però anche quella con Carmen Consoli, che qui ha curato la sua prima colonna sonora per il cinema".

 
<p>Monica Bellucci al Festival di Roma per la presentazione de "L'Uomo che ama". REUTERS/Dario Pignatelli</p>