22 ottobre 2008 / 12:02 / tra 9 anni

Cherie Blair racconta la sua vita da moglie di leader mondiale

NEW YORK (Reuters) - Dopo dieci anni passati ad essere “vista e non sentita” come moglie di un primo ministro britannico, Cherie Blair ha deciso che era giunto il momento di raccontare la sua storia quando suo marito Tony si è dimesso a giugno del 2007.

Nella sua autobiografia “Parlando per Me Stessa”, Blair racconta di cosa significhi allevare quattro figli nella residenza ufficiale del primo ministro, a Downing Street, regolarmente attaccata dai media e delle persone fantastiche che ha avuto occasione di incontrare.

Il libro è diventato un bestseller all‘uscita in Gran Bretagna in maggio, ed è stato da poco pubblicato anche negli Stati Uniti.

Blair ha parlato a Reuters della sua vita come avvocato, madre e moglie di un leader mondiale.

D: Come mai ha deciso di scrivere questo libro?

R: “Nella mia vita parlo per mestiere. Sono un avvocato, peroro le cause della gente in tribunale e ho continuato a farlo per tutto il periodo in cui Tony è stato in carica”.

“Al contrario come personaggio pubblico sono stata vista molto, ma non sentita”.

“Naturalmente in questo modo si è formato un vuoto, in cui la stampa ha creato un personaggio. In un certo senso questa è davvero una cosa strana, perchè mio marito era un uomo di così grande successo e un politico così convincente da diversi punti di vista che era più facile attaccare me che attaccare lui”.

“Quando abbiamo saputo che Tony si stava per dimettere, ho iniziato a chiedermi se scrivere un libro su me stessa e per me è stata veramente un‘esperienza catartica”.

D: Qual è stata la reazione di suo marito a questo libro?

R: “Mi ha incoraggiata molto fin dall‘inizio, crede che sia stata una buona idea”.

“Si è sorpreso quando mi sono state mosse delle critiche dalla stampa e ha pensato che fosse una buona opportunità, non necessariamente per spiegare, ma almeno per fornire la mia versione dei fatti”.

“Penso che abbia saltato tutti quei pezzi di ragionamenti tipicamente femminili. Questo non è un libro politico, è la storia di una donna ed è scritto dal punto di vista di una donna, come la racconterei alle mie amiche o ai miei figli”.

D: Che ruolo hanno avuto i suoi figli?

R: Una cosa che ho notato quando ho conosciuto le consorti degli altri leader del mondo è che abbiamo sempre in comune l‘abitudine di parlare delle nostre famiglie e dei bambini piccoli, perché questo, in particolare quando mio figlio Leo era appena nato, è un ottimo metodo per rompere il ghiaccio. Quanti bambini nel loro primo anno di vita possono dire di aver incontrato il presidente degli Stati Uniti, il presidente di Francia, Nelson Mandela e addirittura il presidente della Cina?”.

D: Cosa pensa del film ‘The Queen’ vincitore di un Oscar, in cui ha recitato Helen Mirren?

R: “Penso che Helen Mirren sia stata fantastica nel ruolo della regina. E’ una descrizione fondamentalmente accurata, anche se non del tutto precisa. E’ stato divertente per me vedermi ritratta sullo schermo -- ho pensato ‘Oh, vorrei essere davvero così magra’”.

D: Com‘erano i suoi rapporti con la regina d‘Inghilterra Elisabetta II?

A: “Ero una ragazza con delle origini modeste a Liverpool. Per tutta la mia vita la regina è stata la regina. E’ salita al trono prima che io nascessi. Per me incontrarla e conoscerla un po’ -- sarebbe sbagliato dare l‘impressione che io e la regina fossimo amiche del cuore -- ma conoscerla e incontrarla è stato un grande privilegio. Mi è sempre stata molto cara”.

D: Che consiglio darebbe alle potenziali nuove first lady degli Stati Uniti, Michelle Obama e Cindy McCain?

R: “Credo che nessuna delle due abbia davvero bisogno di un mio consiglio. Secondo me il ruolo della consorte del capo dello stato o del governo è quello di tenere unita la famiglia cercando di condurre una vita familiare più normale possibile. In questa cultura in cui i media sono presenti 24 ore su 24, bisogna lavorare duramente per proteggere i propri bambini”.

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