Progetto legge: animali non sono più cose, tutelarli in divorzio

martedì 21 ottobre 2008 12:19
 

ROMA (Reuters) - Un gruppo bipartisan di parlamentari ha lanciato oggi una campagna per modificare il Codice civile e consentire che gli animali siano trattati non più come "cose", prevedendo che vengano trattati come figli minorenni in caso di divorzio della coppia che li possiede e che possano anche incontrare in carcere i loro padroni detenuti.

La campagna è stata presentata nel corso di un convegno oggi alla Camera organizzato dalla Lega Anti Visezione (Lav), che ha riunito parlamentari, giuristi e veterinari.

La proposta di legge, firmata dai parlamentari dei diversi schieramenti riuniti nell' "Intergruppo parlamentare animali" punta prima di tutto a riconoscere agli animali, oggi considerati dal Codice ancora "beni mobii", lo status di "esseri senzienti", come previsto anche dal nuovo Trattato Ue.

I parlamentari "animalisti" chiedono anche di riconoscere una nuova categoria, quella di "animali familiari", che non siano solo cani e gatti ma tutti i non-umani che fanno compagnia e che non vengono posseduti a scopo alimentare.

Ancora, la proposta prevede che in caso di separazione delle coppie - sposate e non - che hanno un animale domestico, sia il giudice ad affidare quest'ultimo all'uno o all'altro coniuge o convivente se non c'è accordo tra le parti.

Se la proposta di legge fosse approvata, nei condomini sarebbe "vietato vietare" la presenza di animali negli appartamenti, e il curatore testamentario di una persona scomparsa dovrebbe occuparsi anche dei suoi animali.

Siccome gli animali non sono considerati più cose ma esseri, il progetto di legge prevede di vietarne il pignoramento e la messa all'asta, come si fa con i mobili di casa di chi non paga le tasse o un debito. E sarebbe vietato marchiare a fuoco gli animali, nonché tagliare loro orecchi e code.

E la proposta di legge prevede anche che i detenuti abbiano diritto in carcere non solo al colloquio con i familiari, ma anche a vedere i propri "animali familiari".

"E' un obiettivo ambizioso ma dovuto, che nasce da tanti casi concreti e quotidiani, dal sospeso divieto d'ingresso dei cani sui treni... alla possibilità di affidamento condiviso come per i minori in caso di separazione...", dice Gianluca Felicetti, presidente della Lav, commentando la proposta.

"Siamo sicuri che questa nuova legislatura vorrà caratterizzarsi per questo nuovo passo in avanti, in coerenza con i recenti atti nazionali ed europei che hanno preso atto dell'importanza morale degli animali nella società".

 
<p>Cagnolino con il suo padrone al "Bau Beach" di Maccarese, Roma. REUTERS/Alessia Pierdomenico</p>