Inquinamento potrebbe alterare nubi Himalaya e monsoni

martedì 14 ottobre 2008 11:08
 

di Alister Doyle

OSLO (Reuters) - Maggiori livelli di inquinamento in Asia potrebbero interessare le nubi presente sulla catena montuosa dell'Himalaya, col rischio in qualche caso di alterare i monsoni e di accelerare lo scioglimento dei ghiacciai. Lo dice uno studio italo-francese.

Il rapporto, reso noto ieri, indica la presenza di microscopiche particelle nell'aria che possono rappresentare l'origine di una goccia d'acqua presso l'osservatorio montano nepalese, il più alto del mondo, che si trova a 5.079 metri sul livello del mare.

E' la prima volta che gli scienziati hanno osservato la formazione di questo tipo particelle a una tale altitudine.

"Pensiamo che sia perché c'è un sacco d'inquinamento nelle valli, che salendo incontra masse di aria pulita ad altezze maggiori. Ciò crea nuove particelle", ha detto a Reuters una delle autrici, Karine Sellegri dell'Università francese Blaise Pascal.

Lo Studio, apparso sul bollettino scientifico Usa "Proceedings of the National Academy of Sciences", afferma che le particelle potrebbero originare dal fumo provocato dalla conbustione del legno nelle valli himalayane. O potrebbe anche avere un'origine naturale, dalla vegetazione. Gli scienzati puntano il dito sui rischi più ampi del meccanismo di formazione delle nubi. "I crescenti livelli d'inquinamento nell'Asia meridionale avranno conseguenze ambientali mondiali", scrivono.

"Il trasporto degli inquinanti dalle regioni densamente popolate in India, Pakistan, Cina e Nepal alla catena dell'Himalaya potrebbe condurre a una un sostanziale effetto di riscaldamento radicale nell'Asia del Sud".

A sua volta, il fenomeno potrebbe colpire la formazione dei monsoni, alterare il clima regionale e avere "impatti drammatici sulla riduzione dei ghiacciai" nella catena dell'Himalaya, dicono gli scienziati.

Nel 2007 la Commissione delle Nazioni Unite sul Clima ha detto che i ghiacciai himalayani, che alimentano fiumi da cui dipendono centinaia di milioni di persone, potrebbero ridursi a 100mila chilometri quadrati entro il 2030 dagli attuali 500mila a causa del riscaldamento globale.

In ogni caso, Sellegri ha spiegato che è ancora troppo presto per conoscere quale impatto avrebbe l'inquinamento crescente sull'Himalaya: "Abbiamo bisogno di creare più modelli".

 
<p>Cresta dell'Himalaya vista dalla valle del Bamian, Afghanistan centrale. REUTERS/Desmond Boylan</p>