Federcalcio pensa vietare trasferte dopo tafferugli di Sofia

lunedì 13 ottobre 2008 17:51
 

ROMA (Reuters) - I tifosi della Nazionale rischiano di vedersi vietare le trasferte all'estero dopo che un gruppo di ultras si è reso protagonista di tafferugli durante la partita -- finita 0-0 -- sabato in Bulgaria. Lo ha annunciato oggi Giancarlo Abete, presidente della Federcalcio.

Durante la partita a Sofia, per la qualificazione ai Mondiali in Sudafrica del 2010, alcuni tifosi italiani hanno intonato cori fascisti e lanciato bottiglie contro i sostenitori della Bulgaria. Tre ultras sono stati arrestati per aver bruciato la bandiera bulgara.

"Non chiederemo più altri biglietti per le partite dell'Italia all'estero", ha detto Abete nel corso della trasmissione Rai Radio Anch'io.

La linea dura, che deve trovare l'accordo del governo, arriva dopo diversi anni di problemi con il tifo violento, che ha già portato a forti restrizioni sulle trasferte delle squadre che giocano nel campionato.

"Non parliamo di tifosi, ma di gente che vuole comportarsi male e distruggere l'immagine del calcio e del nostro Paese. L'associazione e il ministero dell'Interno hanno i nomi e i cognomi della gente che aveva i biglietti".

L'Italia ha mancato la candidatura per ospitare gli Euro 2012 anche a causa dei problemi col tifo violento, ma Abete ha spiegato che non tutti i sostenitori hanno colpa.

"Dobbiamo vedere se qualcuno è entrato senza biglietto. Mi spiace perché la gran parte della gente tra i 144 (tifosi italiani) presenti nello stadio non aveva nulla a che fare coi disordini", ha detto Abete.

Da parte sua l'Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, riunitosi oggi, ha fornito "tutte le informazioni necessarie per acquisire dalle autorità bulgare tutti gli elementi utili - immagini e documenti - raccolti dalla polizia di Sofia. Ciò consentirà alle questure interessate ... di avviare accertamenti sulle singole responsabilità", come si legge in una nota.

Il presidente dell'Osservatorio, Domenico Mazzilli, ha sottolineato "l'esigenza di immediate contromisure da adottare sia per reprimere gli inaccettabili comportamenti tenuti dalle frange estremiste del tifo in Bulgaria e sia per prevenire analoghi fatti in vista dell'imminente appuntamento della nazionale a Lecce con il Montenegro".

 
<p>Il presidente della Federcalcio Giancarlo Abete (a sinistra) e il ct della nazionale azzurra Marcello Lippi. REUTERS/Giampiero Sposito</p>