India, cristiani celebrano prima santa. Il Papa: basta violenze

domenica 12 ottobre 2008 12:57
 

BHARANANGANAM/CITTA' DEL VATICANO (Reuters) - Le campane di una chiesa del Kerala, nel sud dell'India, hanno suonato a festa oggi, dopo che Papa Benedetto XVI ha proclamato per la prima volta santa una donna indiana, ad oltre 60 anni dalla sua morte.

Migliaia di cristiani hanno affollato una piccola chiesa e un auditorium scolastico nella città di Bharananganam, dove suora Alphonsa ha vissuto, per assistere alla cerimonia di canonizzazione, trasmessa in diretta dal Vaticano.

E oggi, davanti ad una folla di migliaia di fedeli e a una distesa di bandiere indiane, Benedetto XVI, parlando prima della preghiera dell'Angelus, ha ricordato la figura della santa, chiedendo lo stop alle violenze contro la minoranza cristiana dell'India.

"Nel momento in cui i cristiani dell'India ringraziano Dio per la loro prima figlia nativa portata agli onori delle pubblica venerazione, desidero assicurare loro le mie preghiere in questo periodo difficile", ha detto il Papa.

"Mentre raccomando alla protezione provvidenziale dell'Onnipotente coloro che si battono per la pace e riconciliazione, chiedo con forza ai responsabili delle violenze di rinunciare a questi atti e di unirsi ai loro fratelli e sorelle per costruire insieme una civiltà di amore".

Da mesi, la minoranza cristiana, specie nello stato dell'Orissa, è vittima di violenze e persecuzioni da parte di fondamentalisti indù che vorrebbero eliminare la presenza di altri gruppi religiosi dal territorio.

Alphonsa, a cui vengono attribuiti miracoli sulla salute di confratelli dopo la sua morte nel 1946, era stata beatificata nel 1986. L'indiano Gonsalo Garcia, di origini portoghesi, fu canonizzato nel 1862.

Madre Teresa di Calcutta è stata beatificata nel 2003, come primo passo verso la santità.

I cristiani sono il 2,3% della popolazione indiana che conta oltre un miliardo di persone, e i cattolici rappresentano il 70% di questa comunità.

 
<p>Papa Benedetto XVI durante una messa REUTERS/Tony Gentile</p>