Tentata scalata Lazio, annullate 10 ordinanze arresto

lunedì 6 ottobre 2008 16:00
 

ROMA (Reuters) - Dopo aver annullato nei giorni scorsi la richiesta di arresto per l'ex stella del calcio Giorgio Chinaglia, il Tribunale del Riesame di Roma ha annullato le ordinanze di custodia cautelare anche per i suoi presunti complici nella tentata scalata alla Lazio, affermando che non ci sono prove di riciclaggio del denaro di un clan camorristico per comprare la squadra di calcio romana. Lo riferiscono oggi fonti giudiziarie.

Nel luglio scorso Guardia di Finanza e polizia romana arrestarono diverse persone - tra cui Giuseppe Diana, esponente dei Casalesi attualmente in carcere; Guido Di Cosimo, ritenuto il luogotenente romano del clan; l'ungherese Zoltan Szlivas e alcuni professionisti - accusate di aver tentato tentato di acquistare la società attraverso l'aiuto di terzi con il denaro frutto di attività di concorrenza sleale, condotta con atti violenti e intimidatori, secondo modalità mafiose.

Chinaglia, che si trova da tempo all'estero, sfuggì invece all'arresto.

Ma il tribunale del Riesame ritiene che non sia provato che il danaro destinato a essere utilizzato per la scalata alla Lazio provenisse da un'attività di riciclaggio, e per questo, dicono le fonti, ha ordinato la scarcerazione degli arrestati.

Secondo gli investigatori, Chinaglia era intestatario di conti correnti italiani ed esteri dove sarebbero dovuti confluire in tre tranche oltre 24 milioni di euro destinati all'acquisto della società biancoceleste, soldi ritenuti riconducibili in ultima istanza al clan camorristico.