Mancate liberalizzazioni costano 880 euro a famiglia,dice studio

lunedì 6 ottobre 2008 15:07
 

MILANO (Reuters) - Le mancate liberalizzazioni nei settori chiave dell'economia -- commercio, assicurazioni, banche, carburanti e farmaci -- costano alle famiglie italiane circa 880 euro all'anno.

E' quanto emerge da uno studio realizzato dall'Osservatorio sulle liberalizzazioni del Cermes Bocconi per conto della Federdistribuzione.

Secondo la ricerca, considerando l'intero sistema di famiglie e imprese, i ritardi e le inefficienze rispetto ad altri paesi Ue costano 20 miliardi di euro, pari al 2,2% dei consumi delle famiglie o all'1,3% del Pil.

Per quanto riguarda il settore del commercio al dettaglio nell'alimentare, l'Italia ha un ritardo evolutivo rispetto a Francia, Spagna, Germania e GB di circa otto anni per quanto riguarda la penetrazione della cosiddetta distribuzione moderna organizzata degli ipermercati, che permette di fatto di abbattere il costo per molti prodotti e che farebbe risparmiare ai consumatori una stima di 5,6 miliardi di euro.

Lo stesso vale per il commercio al dettaglio non alimentare: anch'esso sconta un ritardo nella modernizzazione rispetto agli altri paesi Ue, per un mancato risparmio per le famiglie di 2,5 miliardi di euro.

Arretratezza si registra anche nel settore dei distributori di carburanti, che con il suo elevato numero di impianti, la bassa penetrazione del self-service e la chiusura di fatto a nuovi operatori anche stranieri costa al cliente finale 744 milioni di euro.

Molto lavoro poi c'è ancora da fare per la distribuzione dei farmaci da banco, nonostante le liberalizzazioni firmate dall'ex-ministro per lo Sviluppo economico Pierluigi Bersani nel 2006. In due anni sono state aperte poco più di 2.000 parafarmacie e 250 corner nei supermercati, "per un fatturato finora molto contenuto", spiega lo studio presentato oggi.

Si tratta dunque di una liberalizzazione "molto limitata", dice l'Osservatorio, che se fosse attuata in pieno potrebbe portare un risparmio di 67,2 milioni di euro.

Anche per quanto riguarda il sistema bancario secondo il rapporto esistono condizioni svantaggiose per la clientela rispetto agli altri paesi. In Italia si paga di più di interessi passivi, di spese di tenuta conto ed è ancora bassa la competitività tra operatori, come già sottolineato dall'Antitrust e dalla Banca d'Italia.   Continua...