1 ottobre 2008 / 13:10 / 9 anni fa

Biodomenica:in 100 piazze d'Italia il gusto del cibo sostenibile

di Paola Diana

ROMA (Reuters) - Cento piazze in tutta Italia faranno la prossima domenica da vetrina alla produzione da agricoltura biologica, in una giornata in cui ne verranno presentati i benefici, in termini di sostenibilità ambientale ed energetica, e i sapori.

Arrivata quest‘anno alla nona edizione, la “Biodomenica” organizzata da Legambiente, Coldiretti e Associazione italiana per l‘agricoltura biologica (Aiab) offrirà la possibilità, il prossimo 5 ottobre, di acquistare direttamente dai produttori cibi biologici come pane, verdura fresca, miele e confetture, e di partecipare e degustazioni, giochi e spettacoli (tutti i dettagli su www.biodomenica.it).

Tema dominante sarà quest‘anno la crisi climatica: l‘agricoltura biologica, hanno detto oggi gli organizzatori durante una conferenza stampa, può essere “una risposta interessante alle problematiche di adattamento” derivanti dagli effetti del riscaldamento globale.

“Un contributo significativo ai mutamenti climatici può venire dall‘agricoltura sostenibile, rispettosa della biodiversità e legata ai territori di produzione, capace di contribuire alla riduzione delle emissioni derivanti da carburanti fossili e dai gas serra e di incrementare l‘assorbimento di carbonio da parte delle piante e del suolo”, ha dichiarato Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente.

Un terreno biologico con allevamento che usa il compost (fertilizzante naturale ricavato da materiale organico) e la tecnica del sovescio (interramento di apposite colture), contribuisce in modo significativo -- secondo una nota Aiab -- alla diminuzione di emissioni di gas serra, trattenendo al suolo grandi quantità di carbonio.

BIO MENO CARO SE DISTRIBUITO BENE

Secondo le stime Aiab, lavorare un campo con il sistema bio fa risparmiare il 48,7% di energia, che arriva al 67,3% nel caso in cui si semini senza lavorazione del terreno. In più, ha spiegato il responsabile ambiente di Coldiretti Stefano Manzini, questa è “un‘agricoltura a chilometri zero”, consumata dove si produce.

Il biologico sembra però non convincere molti consumatori, secondo i quali restano alti i costi di quella che considerano per lo più “un‘alimentazione d’élite”. E la “Biodomenica”, ha detto il presidente dell‘Aiab Andrea Ferrante, ha anche l‘intento di demistificare questa idea.

“Ormai la forbice di prezzo tra i prodotti convenzionali e quelli biologici si è notevolmente ridotta, tanto più se si acquista attraverso i canali alternativi alla distribuzione convenzionale”, ha detto Ferrante, aggiungendo che oltretutto la produzione biologica è meno condizionata dalla dinamica dei prezzi del petrolio.

“Dobbiamo tentare di diminuire quelli che sono i costi della distribuzione”, ha detto Ferrante, affermando che è in atto uno sforzo da parte della sua associazione per trovare altre forme di vendita del biologico.

A dimostrazione dell‘accessibilità di questo tipo di alimentazione se ben distribuito, ha aggiunto, c’è il primato delle amministrazioni pubbliche in qualità di consumatori. “Il più grosso buyer italiano di prodotti biologici è il Comune di Roma”, ha detto Ferrante. Ogni anno -- ha continuato -- vengono consumati in scuole e ospedali della penisola 1 milione 100mila pasti da agricoltura biologica.

L‘Italia, secondo una nota degli organizzatori, con oltre un milione di ettari e oltre 50.000 aziende biologiche si conferma come il primo produttore del settore in Europa e il terzo al mondo, dopo Australia e Argentina, con in testa le regioni Sicilia, Basilicata ed Emilia Romagna.

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