Russia, Corte Suprema: Zar Nicola II fu vittima Soviet

mercoledì 1 ottobre 2008 17:57
 

MOSCA (Reuters) - La Corte Suprema russa ha stabilito oggi che lo zar Nicola II deve essere riconosciuto ufficialmente vittima della repressione sovietica, in quella che è una simbolica vittoria dei monarchici, secondo cui il pronunciamento dei giudici contribuirà superare il sanguinoso passato del paese.

L'ultimo zar fu fucilato dai rivoluzionari bolscevichi insieme alla moglie e ai cinque figli nel 1918, ma a differenza delle decine di milioni di persone che hanno subito la persecuzione sovietica, non è mai stato ufficialmente riconosciuto come vittima.

Nel 2007, la Corte Suprema aveva stabilito che un cavillo legale impediva alla famiglia reale dall'ottenere lo status di vittime della repressione: dato che non erano mai stati accusati di alcun delitto, era impossibile annullare l'accusa.

Ma oggi i giudici, dopo aver ascoltato l'appello del legale che rappresenta i discendenti dei Romanov, la famiglia imperiale, hanno rivisto la loro decisione, ha spiegato un portavoce della Corte.

"Il presidium della Corte Suprema ha stabilito che debba essere riconosciuto che (lo zar Nicola II e i suoi familiari) sono stati vittime di repressione senza alcun motivo e che vadano riabilitati", ha detto il portavoce, sottolineando che si tratta di una decisione non rivedibile.

La Russia quest'anno commemora il 90esimo anniversario dell'assassinio della famiglia imperiale, avvenuto nella cantina di un mercante a Ekaterinburg, negli Urali, a 1.450 km a est di Mosca.

L'ultimo zar, dipinto come un capo di Stato debole e venale durante l'era sovietica, è ora considerato un martire da molti russi.

Ma un parlamentare comunista sostiene che lo zar fu vittima di atto criminale, non di una campagna di repressione da parte dello stato sovietico.

"Non lo nego: fu commesso un crimine mostruoso", ha detto a Reuters Viktor Ilyukhin. "Ma a mio modo di vedere, considerarlo un crimine politico è assolutamente sbagliato... per riabilitare qualcuno, bisogna stabilire chi ha esercitato la repressione. All'epoca non c'era un sistema giudiziario, non c'era un potere stabile, il potere bolscevico non era ancora stabilito".

Dopo il collasso dell'Unione sovietica, i presunti resti dello zar, della moglie e di tre dei figli furono scoperti in un pozzo dove erano stati sepolti in segreto dai bolscevichi, e deposti in una cripta nella cattedrale dei Santi Pietro e Paolo a San Pietroburgo.