Prosciutto di Parma, la sfida globale del Dop amato all'estero

martedì 29 luglio 2008 15:46
 

di Francesca Micheletti

MILANO (Reuters) - Nella sfida per salvaguardare i marchi di origine protetta il prosciutto di Parma, uno dei quattro Dop italiani per antonomasia, non teme la concorrenza dei prodotti low cost. Potrebbe essere questo il messaggio che viene oggi dal Consorzio del prosciutto di Parma, prodotto Dop che cresce soprattutto all'estero, e fra il 2006 e il 2007 ha registrato un aumento delle esportazioni del 9,2%.

"Siamo fiduciosi", dice a Reuters Claudio Leporati, direttore marketing per l'Italia del Consorzio, commentando il futuro della produzione del prosciutto di Parma alla luce della situazione attuale, che vede i negoziatori da tutto il mondo impegnati a Ginevra in una difficile trattativa sul commercio globale, che sembra mettere a rischio, bollandoli come "protezionismo" i marchi che tutelano l'origine di alcuni prodotti tipici, fra cui, appunto, il prosciutto di Parma.

A margine della presentazione a Milano del festival del prosciutto di Parma, che si terrà a settembre, Leporati sottolinea che è proprio il marchio Dop uno dei punti di forza per sfidare il mercato globale, ricco di prodotti "italian-sounding" ma non tutti italiani autentici, puntando su consumatori sempre più attenti alla "qualità" e "sicurezza" che il marchio può garantire.

Il mercato del prosciutto di Parma, spiega Leporati, "cresce all'estero più che in Italia", e piace soprattutto in Francia, Gran Bretagna, Germania e Stati Uniti. Il valore totale delle esportazioni del prosciutto di Parma -- che raggiunge 60 paesi del mondo e rappresenta il 37% dell'export complessivo di prosciutto crudo italiano -- è di 180 milioni di euro, scrive una nota del Consorzio, ed è cresciuto dal 2006 al 2007 del 9,2%.

Una crescita "a due cifre" se si guardano in paesi del nord Europa, come in Gran Bretagna (+18,1%), mentre "fioriscono nuove realtà nel continente asiatico, come Hong Kong, Singapore, Dubai, Corea e Thailandia".

Dato "eccezionale", spiegano dal Consorzio, se paragonato alla media nazionale dell'industria agroalimentare, che si attesta al 15%, e soprattutto della salumeria, che supera di poco il 10%. I dati sono significativi soprattutto se si guarda alla forma pre-confezionata. Le confezioni di Parma vendute all'estero nel 2007 sono infatti state 36 milioni, a fronte delle 14 milioni vendute in Italia. Tra i paesi che preferiscono il crudo di Parma in vaschetta svetta la Gran Bretagna, che nel 2007 assorbiva il 32% dell'export.

QUALITA' E SICUREZZA

Come tutti i prodotti Dop (Denominazione di origine protetta), il prosciutto di Parma -- il cui marchio con la corona ducale a cinque punte è tutelato dal 1996 -- può essere prodotto solo in un'area circoscritta, in cui le condizioni ambientali (acqua, clima, aria) contribuiscono al sapore del prodotto.   Continua...