Il taleggio, da formaggio "lumbard" ad aperitivo chic

giovedì 3 luglio 2008 14:35
 

di Francesca Micheletti

PALAZZO PIGNANO, Cremona (Reuters) - Forse a causa della sua peculiarità geografica, il taleggio rimane conosciuto e consumato quasi esclusivamente nelle regioni del nord Italia, nella cosiddetta "Lombardia allargata", dove dominano la produzione le tre province di Bergamo, Cremona e Pavia.

Eppure il formaggio "lumbard" per eccellenza sta diventando "chic", e sempre più spesso viene proposto per l'aperitivo nei grandi centri urbani, mentre si vocifera che anche le modelle abbiano un debole per lui, anzi, proprio per la sua crosta con la muffa.

E' quanto emerge dallo primo studio mai compiuto sul taleggio -- di cui Reuters ha ottenuto un'anticipazione -- che rivela le abitudini di consumo sempre più "gourmet" dell'antico formaggio bergamasco.

Dallo studio -- una ricerca qualitativa e quantitativa realizzata dall'istituto di ricerca People con il contributo della Direzione generale Agricoltura della Regione Lombardia -- emerge che le caratteristiche per cui il taleggio è più apprezzato sono "il gusto deciso", "la morbidezza della pasta", la "genuinità", la "tradizione" e anche la "versatilità di utilizzo" in cucina.

Anche se il taleggio nasce per essere mangiato da solo infatti, di recente viene utilizzato anche come ingrediente di numerose ricette. Tra queste anche la preferita del presidente del Consorzio per la tutela del taleggio -- che ha commissionato lo studio -- Lorenzo Sangiovanni: "Pizza pere e taleggio. Da provare", suggerisce.

Si tratta insomma di un "gioiello" per il palato, un piatto da "gourmet", che viene apprezzato soprattutto dai cosiddetti consumatori "chef" (39%) , che lo usano in cucina, e dagli "spiluccatori" (26%), ovvero i giovani sofisticati con istruzione elevata che lo apprezzano ad esempio negli aperitivi o accompagnato da vini.

Come molti formaggi, il taleggio lascia tuttavia perplessi coloro che si preoccupano della linea. Un etto di taleggio contiene 26,2 grammi di grassi (fonte: Consorzio tutela taleggio), il che spinge l'11% di intervistati a frenarsi dall'acquisto perché teme per il colesterolo, una percentuale che sale al 23% per gli over 50.

In Italia il taleggio è conosciuto dal 64% degli intervistati: deve ancora fare i conti, insomma, con i più popolari gorgonzola, mozzarella, brie e caciocavallo, più diffusi sul territorio nazionale.   Continua...