22 agosto 2008 / 11:38 / 9 anni fa

Francia, Dalai Lama inaugura tempio buddista, ospite Carla Bruni

TEMPIO DI LERAB LING, Francia (Reuters) - Il Dalai Lama ha inaugurato oggi un tempio buddista nel sud della Francia, con la first lady Carla Bruni-Sarkozy tra gli ospiti.

<p>Il leader spirituale tibetano, il Dalai Lama, con la first lady francese Carla Bruni-Sarkozy, il 22 agosto 2008. REUTERS/Philippe Laurenson (Francia)</p>

La cerimonia al tempio di Lerab Ling, che si trova tra le colline verdi dell‘area di Herault ed è stato costruito secondo lo stile originale tibetano, si è tenuta al termine della visita del Dalai Lama in Francia, durante la quale il leader spirituale ha ripetutamente criticato la Cina.

La sua presenza in Francia durante i Giochi ha procurato parecchi grattacapi al presidente Nicolas Sarkozy, che è stato ampiamente criticato per aver rifiutato di incontrare il leader tibetano. Il tacito scopo della presenza della Bruni alla cerimonia era quello di appianare le polemiche.

Il Lerab Ling, rosso e dorato, è uno dei maggiori templi tibetani in Occidente. Ospita una statua d‘oro di 7 metri del Buddha e molte reliquie e scritture sacre. Un altro Budda d‘oro è posto nel mezzo di un laghetto all‘esterno del tempio.

La pesante pioggia di oggi non ha impedito a centinaia di studenti del buddismo di recarsi al sito del tempio, decorato con bandiere tibetane multicolori. Si sono riparati sotto ad ombrelloni arancioni sull‘erba.

Il Dalai Lama ha guidato una processione di monaci vestiti di rosso e arancione, che intonavano canti e suonavano lunghe trombe, attorno al tempio, accompagnato da Bruni-Sarkozy, elegante in un vestito al ginocchio di colore blu scuro. Quando sono giunti all‘entrata, il Dalai Lama le ha offerto un khata, una tradizionale sciarpa bianca che simboleggia il benvenuto.

LA QUESTIONE TIBETANA

La visita del Dalai Lama in Francia, durata due settimane, si è concentrata in gran parte in lezioni sul buddismo, ma il leader ha anche colto l‘occasione di esprimere timori e dolori sulle politiche cinesi in Tibet.

La questione del Tibet, invaso dalla Cina nel 1949 e considerato da Pechino come parte integrante del suo territorio, è tornata alla ribalta il marzo scorso, quando la Cina ha represso violentemente le proteste dei tibetani.

Pechino è stata fortemente criticata per le sue azioni in Tibet e si è ritrovata sotto la pressione dell‘Occidente perché avviasse un dialogo con il Dalai Lama.

Da allora, si sono svolte due tornate di colloqui tra le autorità cinesi e i rappresentanti del leader buddista, ma quest‘ultimo afferma che ci sono stati ben pochi progressi.

La reazione di Sarkozy a questi sviluppi ha attirato le critiche degli attivisti pro-Tibet ma ha anche causato tensioni con Pechino.

Il presidente francese ha detto che si sarebbe recato alla cerimonia di apertura dei Giochi se la Cina avesse aperto un dialogo con il Dalai Lama. Una posizione che ha irritato Pechino, ma ha anche creato delusione nell‘area pro-Tibet quando Sarkozy ha poi annunciato che sarebbe andato urgualmente all‘inaugurazione.

Poco dopo l‘annuncio, l‘ambasciatore cinese in Francia ha avvisato che ci sarebbero state “serie conseguenze” se Sarkozy avesse incontrato il Dalai Lama. Sarkozy ha risposto bruscamente che non era la Cina a dettare la sua agenda, ma ha comunque rifiutato di incontrare il leader spirituale durante la visita in Francia.

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