Nuoto, Arena rompe con squadra italiana dopo polemica su costumi

lunedì 28 luglio 2008 14:28
 

MILANO (Reuters) - La casa di costumi da bagno Arena e la Federazione italiana nuoto (Fin) hanno messo fine al contratto di sponsorizzazione dopo una controversia sul nuovo costume ad alte prestazioni a meno di due settimane dall'inizio delle Olimpiadi di Pechino.

Il campione del mondo dei 100 metri stile libero Filippo Magnini aveva già rotto con Arena la scorsa settimana proprio a causa del costume che gli avevano offerto per i Giochi, e sul quale aveva molti dubbi.

Una raffica di nuovi record mondiali è arrivata quest'anno, dopo che la Speedo ha lanciato il suo costume LZR, che per l'azienda riduce l'attrito. La Federazione italiana ha detto di non poter impedire a Magnini e ai suoi compagni di squadra di usare i costumi Speedo a Pechino, mandando su tutte le furie l'Arena.

"Arena e Fin hanno ritenuto necessario risolvere il contratto di sponsorizzazione alla luce delle linee guida della Fin, che non costringe i nuotatori ad indossare il costume fornito dai loro sponsor alle Olimpiadi", si legge in un comunicato congiunto

La Speedo usa per i costumi del materiale che altri produttori ritenevano fosse vietato finché la questione è stata chiarita dai regolamenti della Fina (la federazione internazionale del nuoto).

Arena dice di credere molto nel suo costume, il Powerskin R-Evolution, ma riconosce che alcuni atleti non hanno avuto il tempo necessario per provarlo prima dei Giochi.

 
<p>Da sinistra a destra in una gara degli Europei di nuoto di Eindhoven, il russo Evgeny Lagunov, Filippo Magnini e il russo Andrey Kapralov. REUTERS/Wolfgang Rattay</p>