Ambiente:Italia vuole nuovo Kyoto per '09, ma ritarda su impegni

giovedì 6 dicembre 2007 12:25
 

ROMA (Reuters) - L'Italia si presenta alla conferenza di Bali sui cambiamenti climatici con molti buoni intenti, come la proposta di giungere entro il 2009 a fissare gli obiettivi di un nuovo accordo globale per ridurre le emissioni di gas a effetto serra, ma intanto è in forte ritardo nel rispetto degli impegni fissati dall'attuale Trattato di Kyoto.

All'interno della maggioranza di centrosinistra i Verdi e i parlamentari più vicini alle posizioni ambientaliste attaccano il ministero dell'Economia, che accusano di sottovalutare le politiche di riduzione delle emissioni di biossido di carbonio, le più perioolose per il clima.

"L'obiettivo nostro è molto semplice e nello stesso tempo ambizioso: dare il via a un pieno mandato negoziale che porti entro il 2009 a un nuovo accordo di Kyoto", ha detto oggi in una conferenza stampa il ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, che illustrava la posizione del governo e del Parlamento italiano sulla cosiddetta "Cop 13" in corso in questi giorni a Bali, in Indonesia.

"Ci sono oggi le condizioni perché Bali conferisca un mandato pieno e che per il 'Cop' 15 di Copenhagen, nel 2009, si arrivi a un Kyoto 'plus'", ha detto ancora il ministro, che è anche leader del Sole-che-ride, chiedendo che il nuovo trattato includa "tutti i paesi del mondo" compresi gli Usa, la Cina e l'India.

Pecoraro ha detto che l'Italia si presenta alla conferenza, che durerà fino al 13 dicembre, senza grandi risultati ma "avendo accelerato sui ritardi".

"Non abbiamo fatto molto per realizzare gli obiettivi di riduzione del CO2" previsti dal protocollo di Kyoto, che ha effetto fino al 2012, ha ammesso il ministro, addebitando i ritardi al precedente governo di centrodestra.

"Ma quest'anno è percepibile all'esterno che l'Italia sta recuperando in credibilità", ha aggiunto, citando tra l'altro il sostegno all'energia solare.

Dall'obiettivo di ridurre entro il 2012 del 6,5% le emissioni a effetto serra del 1990, l'Italia oggi è in realtà piuttosto lontana, dato che le emissioni segnano un +18% rispetto all'anno scelto dal Trattato sui cambiamenti climatici come parametro, ha detto Grazia Francescato, deputata verde e membro delle delegazione parlamentare italiana a Bali.

Secondo il ministro Pecoraro, se l'industria italiana ha migliorato la propria posizione in fatto di emissioni, il settore dei trasporti e quello dell'edilizia sono invece indietro.   Continua...

 
<p>Il ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio. REUTERS/Alessandro Bianchi (ITALY)</p>