Cina, giro di vite contro show "volgari"

sabato 5 gennaio 2008 17:50
 

di Emma Graham-Harrison

PECHINO (Reuters) - La Cina sta compiendo un giro di vite contro le forme di intrattenimento "volgari" e ha chiesto ai tutti i produttori di video e programmi radiofonici di verificare la presenza in palinstesto e in archivio di materiale per cui rischiano di essere multati se non verrà eliminato.

Le nuove disposizioni dell'autorità per le pubblicazioni giunge alcuni giorni dopo che Pechino ha imposto restrizioni sui siti Internet che permettono agli utenti di caricare video o audio e il divieto di fare cinema per due anni alla squadra che ha lavorato al film "Lost in Beijing" che contiene scene di sesso.

L'inasprimento delle regole e le sanzioni lasciano intendere che Pechino vuole aumentare i controlli dei fori culturali prima dei Giochi Olimpici di agosto.

I produttori di contenuti audiovisivi hanno circa tre settimane per verificare se hanno in archivio contenuti "volgari" e riferirne alle autorità, ha detto in una nota l'Amministrazione generale della stampa e delle pubblicazioni.

Il secondo passo saranno i controlli ufficiali, poi ad un mese dall'avvertimento cominceranno le sanzioni a chi ha violato le disposizioni e non lo ha confessato, dice la nota, datata il 25 dicembre, ma pubblicata solo oggi.

"Alcuni prodotti audiovisivi che si richiamano all'"educazione sessuale", ma non hanno alcuni contenuto scientifico, usano immagini esplicite e testi con parole seduttive per suscitare libidine nei clienti", si legge nella nota.

Il governo si è richiamato alle preoccupazioni per la morale pubblica nell'annunciato giro di vite, che prevede già nuovi controlli sui siti Interner che permettono agli utenti di condividere video o offire programmi.

YouTube e i suoi concorrenti cinesi sono diventati molto popolari tra gli internauti cinesi. Tra i video più cliccati degli ultimi mesi ce n'è uno che mostra la moglie di un noto giornalista sportivo della tv denunciare il marito di infedeltà.

Le nuove linee guida su Internet entrano in vigore alla fine del mese e richiedono a questi siti di avere una licenza, che verrà concessa soltanto alle società possedute o controllate dallo stato.