Papa invita a rispetto vita dopo appello medici su rianimazione

domenica 3 febbraio 2008 16:56
 

CITTA' DEL VATICANO (Reuters) - In occasione della "giornata per la vita" indetto dagli antiabortisti cattolici, Papa Benedetto ha detto oggi che "la civiltà di un popolo si misura dalla sua capacità di servire la vita".

"Amare e servire la vita, dal suo inizio al suo naturale tramonto", ha esortato al termine della preghiera dell'Angelus il Papa di fronte a migliaia di fedeli, molti dei quali aderenti al Movimento per la vita.

Le parole del Papa contro l'aborto erano molto attese oggi, dopo l'ampio risalto mediatico dato ieri in Italia a un documento firmato da neonatologi e ginecologi delle università romane, laiche e cattoliche (Sapienza, Tor Vergata, Gemelli e Campus Biomedico), in cui si afferma che anche il bambino nato "in estrema prematurità va trattato come qualsiasi persona in condizioni di rischio e assistito adeguatamente".

Più in particolare, il direttore della clinica di ostetricia e ginecologia dell'università di Tor Vergata, Domenico Arduini -- uno dei firmatari -- è stato citato dai media per avere detto che, nel caso in cui il feto nasca vivo dopo un'interruzione di gravidanza, il neonatologo dovrebbe intervenire per cercare di animarlo, "anche se la madre è contraria, perché prevale l'interesse del neonato".

Questa dichiarazione, che ha fatto esultare gli antiabortisti, interseca con la legge 194 sull'interruzione di gravidanza nella parte in cui dice che l'aborto è possibile dopo i primi 90 giorni di gravidanza se c'è pericolo per la vita della donna o se una malformazione accertata nel nascituro mette a rischio "la salute fisica o psichica della donna".

Se l'aborto interviene invece nei primi 90 giorni di gestazione -- il caso principale affrontato dalla legge -- non esistono al momento speranze di vita per il feto e la questione della rianimazione non si pone.

Invece, secondo il documento dei medici romani, un feto già alla 23ma settimana ha il 30% di possibilità di sopravvivere; da qui l'esigenza di un intervento urgente di rianimazione, che prescinde dal consenso immediato dei genitori.

Dopo la preghiera dell'Angelus, Papa Benedetto ha salutato "i partecipanti al convegno promosso dalle Facoltà romane in occasione della Giornata della Vita".

Interpellata da Repubblica sul documenti dei medici, il ministro per le Pari opportunità Barbara Pollastrini ha detto che bisogna tenere conto dei progressi della medicina, ma ha anche invitato a "non confondere i piani".

"Teniamo distinto l'argomento dell'autonomia e della responsabilità della donna sull'interruzione volontaria di gravidanza, che dev'essere pienamente rispettato... L'autodeterminazione della donna non si tocca", ha detto Pollastrini.

 
<p>Un pallone vola in piazza San Pietro al termine dell'Angelus di Papa Benedetto XVI . REUTERS/Max Rossi</p>