Olimpiadi, senatore Usa contro Cina: vuole spiare ospiti hotel

martedì 29 luglio 2008 21:02
 

WASHINGTON (Reuters) - La Cina ha installato attrezzature per lo spionaggio via Internet in tutte le maggiori catene alberghiere in occasione delle prossime Olimpiadi. E' l'accusa lanciata oggi da un senatore statunitense, il repubblicano del Kansas Sam Brownback. "Il governo cinese ha messo in piedi un sistema per spiare e raccogliere informazioni su qualsiasi ospite dove alloggiano i visitatori dei Giochi Olimpici", ha detto Brownback.

Il senatore, che ha citato documenti alberghieri di cui è in possesso, ha aggiunto che giornalisti, famiglie degli atleti e altre persone che partecipano ai Giochi di agosto "saranno soggetti a invasive raccolte di informazioni riservate" da parte dell'Ufficio di Sicurezza Pubblica cinese.

Brownback ha detto che l'agenzia monitorerà le comunicazioni via Internet negli hotel.

Il senatore aveva pronunciato un'accusa simile già alcuni mesi fa, ma ha detto che in seguito gli hotel hanno girato informazioni dettagliate sui sistemi di controllo richiesti da Pechino.

Brownback non ha voluto fare i nomi degli hotel, ma ha detto che "molte catene alberghiere internazionali hanno confermato l'esistenza di questo ordine".

I portavoce dell'ambasciata della Cina a Washington non erano disponibili per commentare le accuse.

Brownback ha diffuso documenti che a suo avviso sarebbero notifiche agli hotel relative alla sicurezza web. Non è stato possibile verificare l'autenticità di tali testi.

Su uno dei documenti è scritto: "Al fine di garantire l'apertura tranquilla delle Olimpiadi di Pechino e dell'Expo di Shanghai nel 2010, salvaguardate la sicurezza della rete Internet e dell'informazione negli hotel... è richiesto che la vostra società installi e attivi il Sistema di Gestione della Sicurezza".

Brownback ha detto che gli hotel "hanno investito milioni di dollari in proprietà cinesi" e "potrebbero dover sostenere dure rappresaglie dal governo cinese" se rifiutassero di obbedire.

 
<p>Sam Brownback. REUTERS/Jonathan Ernst (UNITED STATES)</p>