March 20, 2008 / 9:36 AM / 9 years ago

Musica: pop, sesso e "retrogaming" per i napoletani Atari

6 IN. DI LETTURA

<p>Player1 e Player2, il duo che d&agrave; vita al gruppo musicale Atari, che a gennaio ha sfornato il primo album, "Sexy Games For Happy Families".HO</p>

di Massimiliano Di Giorgio

ROMA (Reuters) - Sono affascinati dagli anni 80, anche se erano appena nati. Tra un concerto e l'altro giocano a "Pong", forse il primo videogioco della storia. Vengono da Napoli, ma loro, che si definiscono europei, non vogliono cantare dei disagi partenopei: "Il nostro è solo pop", si schermiscono.

Il primo album degli Atari, "Sexy Games For Happy Families", è uscito a gennaio. Dieci tracce di electro-pop, testi cantati in inglese, richiami a gruppi come i francesi Daft Punk e gli americani Devo, alla new wave, ai suoni 80s.

"Atari è una parola giapponese che significa 'attacco', e che si usa per un gioco simile agli scacchi", dice al telefono il 24enne Alfredo Maddaluno, che suona il basso, il sintetizzatore e canta, e nella band è ufficialmente Player2.

"Poi nel nostro nome (e anche nella copertina del disco, ndr) è chiaro il riferimento all'immaginario collettivo degli anni 80, al retrogaming, nello specifico all'Atari, che è stata l'azienda-pioniere dei videogiochi".

"Retrogaming" è il nome dato alla passione di collezionare vecchi computer, videogiochi e arcade - cioè i games da sala-giochi - proprio come quelli prodotti da Atari, la società fondata nel 1972 da Nolan Bushnell e Ted Dabney.

"La mia prima console è stata un'Atari 2600, nonostante fosse già l'epoca del Sega Master System - racconta Maddaluno - E' stato un regalo di compleanno, ed era già retrò all'epoca. Mi ha folgorato".

Il gruppo non è l'unico a ispirarsi al nome della consolle, a dire il vero. Nel 1992 lo avevano già fatto i tedeschi "Atari Teenage Riot", col loro post-punk elettronico.

Anni 80

Ma aldilà del "valore affettivo" del videogioco, spiega il musicista, nel lavoro degli Atari - nati nel 2006 dall'incontro Maddaluno e Player1, al secolo Riccardo Abbruzzese, 28 anni - "c'è comunque una ricerca del passato... A noi piace il periodo compreso tra la fine anni 70 e gli anni 80, l'electro-pop... Quei suoni sintetici e freddi non appartengono solo ai videogiochi, ma anche alla scena new wave, ai Devo e a gruppi del genere".

Gli Atari cantano in inglese, rompendo con la tradizione locale, per la quale dalla canzone popolare storica fino al rap attuale dei Co'Sang - passando per il blues anni 70 di Pino Daniele o il dub dei 90 degli Almamegretta - l'idioma napoletano ha sempre occupato un posto fondamentale.

"Prima di tutto, i nostri riferimenti musicali sono in gran parte anglosassoni - dice Player2 - Poi sono del parere che scrivere in italiano sia abbastanza complicato, l'italiano è una lingua difficile, musicalmente parlando. In inglese invece riesci a dire delle cose in maniera abbastanza più semplice".

L'album è intitolato ai "Giochi sexy", non a caso: "Il comune denominatore del disco è che un po' tutti i testi, anche in modo trasversale, parlano di sesso", spiega Maddaluno. E in effetti "8bit love" parla di sesso virtuale, "Cyber candy" di un robot femmina che dispensa "sesso sicuro", Blow-in-cart generation" di curiose pratiche sessuali con vecchie cartucce a inchiostro per stampanti.

"Non vuol essere nulla di impegnato, non perdiamo mai di vista il fatto di scrivere canzoni pop".

"Volevamo Scrivere Una Canzone Sull'immondizia"

Rispetto ai già citati Co'Sang, gruppo emergente di rap, i cui testi sono molto legati alle vicende e ai disagi di Napoli, gli Atari spiegano che "a noi non interessa molto questo aspetto... cercheremmo di essere abbastanza europei e internazionali nel denunciare, se mai lo facessimo, alcune cose. Ma lo lasciamo farlo a chi sa farlo meglio di noi. Probabilmente la nostra musica non si presta a questo genere di denunce politico-sociali".

Ma Maddaluno ammette che la questione dell'emergenza-riffiuti, che da anni assedia la Campania e che negli ultimi mesi è diventata una questione nazionale, sarebbe un ottimo argomento per una canzone.

"Eravamo tentati di scriverci un pezzo, su questa cosa, ma sempre con la tipica leggerezza atariana. Avevamo immaginato un super-eroe che arriva e porta tutti i sacchetti di spazzatura su un altro pianeta. Poi però abbiamo scoperto che Tony Tammaro, il grande genio, ci era già arrivato lui".

Tammaro è un cantante demenziale napoletano, conosciutissimo in città ma che ha un certo seguito anche nel resto d'Italia.

"Allora ci siamo detti che non potevamo fare niente di meglio. Però è chiaro che esci e la vedi ovunque, l'immondizia... la situazione è più drammatica di quanto si possa immaginare, però si sopravvive, come si è soliti fare a Napoli".

Presenti anche loro su Myspace con una propria pagina (www.myspace.com/atariboys), gli Atari comunque sono impegnati in un tour molto "fisico", con decine di concerti in Italia

"Siamo più nella realtà fisica che in quella digitale, nonostante Myspace ci abbia aperto delle porte che fino a qualche anno fa sarebbe stato davvero più complicato aprire, per arrivare alle orecchie di qualcuno", dice il musicista.

"E poi ai concerti è anche più facile vendere i dischi".

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