Giornalisti, 2007 anno con più vittime dal 1994

martedì 18 dicembre 2007 18:35
 

By Michelle Nichols

NEW YORK (Reuters) - Sono almeno 64 i giornalisti uccisi nel 2007, l'anno più sanguinoso da oltre un decennio a questa parte, ed è l'Iraq il posto più pericoloso del mondo per la stampa, dice un rapporto annuale diffuso ieri.

Il Comitato per Proteggere i Giornalisti (Cpj) , che ha sede a New York, segnala che il numero di giornalisti uccisi è aumentato rispetto ai 56 dello scorso anno, e che sta ancora indagando su 22 decessi che potrebbero essere anch'essi legati alla pericolosità della professione.

"Il Cpj ha registrato solo un anno con un bilancio di vittime più alto: il 1994, quando furono uccisi 66 giornalisti, molti dei quali in conflitti in Algeria, Bosnia e Rwanda", dice un comunicato.

Per il quinto anno consecutivo è l'Iraq il paese più mortale per la categoria, con 31 giornalisti uccisi, tutti iracheni tranne uno. Nove di loro lavorano per media internazionali, come Reuters e Associated Press.

Altre 12 persone che lavoravano per i media con funzioni di supporto, come guardie del corpo e autisti, sono state uccise in Iraq nel 2007.

Dall'inizio della guerra nel paese mediorientale, nel marzo 2003, sono stati 124 i giornalisti e 49 gli operatori di sostegno uccisi.

Nella triste classifica delle vittime, la Somalia è al secondo posto, con sette giornalisti uccisi nel 2007. Seguono Sri Lancka e Pakistan, con cinque.

Invece, per la prima volta in 15 anni, quest'anno non sono stati uccisi giornalisti in Colombia.