Processo Gea, rischia incriminazione calciatore Blasi

lunedì 28 aprile 2008 17:25
 

ROMA (Reuters) - Al processo che si celebra a Roma contro la società Gea World, accusata di essere una sorte di "cupola" della gestione dei calciatori italiani, un giocatore chiamato a testimoniare rischia di essere incriminato per calunnia e reticenza, dopo aver detto di essersi inventato di avere subito pressioni per separarsi dal suo procuratore. Lo riferiscono fonti giudiziarie.

Manuele Blasi, oggi in forza al Napoli, ha parlato ai giudici dei suoi rapporti con la Gea e col procuratore Stefano Antonelli. Il calciatore ha detto alla corte che nel 2005, per sganciarsi da Antonelli, si inventò di aver subito pressioni dalla Gea, a cui affidò poi i suoi interessi. In realtà, ha detto Blasi, la società non esercitò alcuna forzatura.

La testimonianza di Balsi però è stata contestata dal pm Luca Palamara, che si è riservato di aprire un fascicolo con l'ipotesi di reato di calunnia e reticenza sul conto del calciatore.

Nelle settimane scorse era stato l'attuale allenatore dell'Inghilterra, Fabio Capello, a rischiare l'incriminazione, dopo aver detto in tribunale di non aver mai avuto rapporti con la Gea.

Nel processo sono imputati Luciano Moggi, ex dg della Juventus, i figlio Alessandro, Davide LIppi - figlio dell'ex ct della Nazionale Marcello Lippi - e altri dirigenti della società.