Protezione dati, Ue: cittadini preoccupati, ma poco informati

giovedì 17 aprile 2008 17:55
 

ROMA (Reuters) - La maggioranza dei cittadini europei non è ancora pienamente consapevole dei propri diritti in materia di protezione dei dati personali, mentre nelle aziende private quasi tutti concordano con l'idea che le disposizioni di legge su questo tema siano necessarie per garantire un alto livello di protezione dei consumatori e dei loro diritti fondamentali.

E' quanto rivelano gli studi di Eurobarometer, due sondaggi commissionati dall'Unione Europea mirati ad analizzare le conoscenze e le percezioni che cittadini e aziende private hanno in tema di protezione dei dati personali.

I dati mostrano che la maggior parte dei cittadini Ue intervistati -- il 64% -- si è dichiarata "preoccupata" in tema di protezione dei dati. A questo elemento, si aggiunge quello indicante una scarsa informazione dei cittadini riguardo le normative a livello nazionale sul tema.

"Nonostante le importanti innovazioni tecnologiche degli ultimi due decenni, il livello di preoccupazione riguardo i dati personali è rimasto praticamente immutato", si legge in un comunicato della Commissione Europea.

"Anche se i cittadini europei sono abbastanza informati circa le esistenti regolamentazioni, ci sono lacune considerevoli", continua la nota. "In particolare, le autorità nazionali di protezione dei dati sono relativamente sconosciute: solo il 28% dichiara di aver sentito dell'esistenza di tali istituzioni nel proprio paese".

Soltanto il 48% del campione pensa che i propri dati personali siano adeguatamente protetti, mentre ben il 54% teme che la legislazione nazionale non possa far fronte ai pericoli a cui vengono incontro coloro che immettono informazioni personali sul web.

Le persone responsabili di gestire informazioni personali nelle aziende private -- i cosiddetti "data controllers" -- valutano invece positivamente i requisiti delle leggi sulla protezione dei dati: il 91% degli intervistati ha detto che esse sono "necessarie per garantire un alto livello di protezione per i consumatori e i diritti fondamentali dei cittadini", anche se circa la metà pensa che le attuali normative non riescano a far fronte al costante aumento di dati in circolazione.

Cittadini e "data controllers" concordano sul fatto che i dati andrebbero condivisi per rafforzare le operazioni contro azioni illegali: l'82% pensa che sarebbe utile poter conoscere i dati personali di passeggeri di volo, il 72% intercettare le telefonate e circa il 73% conoscere l'uso privato di Internet e delle carte di credito, se questo può servire a combattere il terrorismo.

Il vice presidente della Commissione Ue Jacques Barrot ha commentato i risultati dello studio dicendo che tali esiti "contribuiranno al lavoro che (la Commissione) sta svolgendo in questo settore nel corso di quest'anno".