Ue: società diritti autori musicali devono farsi concorrenza

mercoledì 16 luglio 2008 12:39
 

BRUXELLES (Reuters) - Le società che raccolgono i diritti d'autore in campo musicale devono annullare gli accordi che impediscono la concorrenza tra loro attraverso i confini, ha annunciato oggi la Commissione europea.

La decisone intima alle oltre 20 società incaricate dei diritti d'autore in Europa (in Italia è la Siae) di bloccare entro 90 giorni gli accordi transfrontalieri.

La Commissione non ha comminato però multe al cartello che riunisce le società, la Cisac, Confederazione Internazionale delle Società di Autori e Compositori.

In concreto, le società possono continuare a detenere i il monopolio nei propri paesi ma devono porre fine ad alcuni accordi transfrontalieri.

"La rimozione di queste restrizioni consentirà agli autori di scegliere quale società debba gestire i propri diritti", ha detto la Commissione in un comunicato.

Secondo Bruxelles, gli autori possono scegliere sulla base della qualità del servizio, dell'efficienza o delle tariffe di gestione.

"(La decisione) renderà anche più facile per gli utenti ottenere licenze per la trasmissione di musica su Internet, via cavo o via satellite in molti paesi da una singola società a loro scelta".

La commissaria europea alla Concorrenza Neelie Kroes dice che dell'accordo "potrebbe beneficiare la diversità culturale, incoraggiando le società a offrire ai compositori e agli autori dei testi un accordo migliore in termini di raccolta del denaro a cui hanno diritto".

La Commissione ha deciso che le società di copyright non possono più applicare clausole di partecipazione che impediscono ad autori e compositori di passare da una società all'altra. Sono anche proibite restrizioni territoriali che impediscono a una società di offrire licenze a utenti commerciali al di fuori del paese di appartenenza.

La decisione della Commissione fa seguito a un reclamo presentato dall'emittente Rtl e da Music Choice, un'emittente musicale via Internet.

Le società di copyright continueranno invece ad esercitare il loro ruolo tradizionale nella raccolta dei diritti per i locali pubblici.

 
<p>Immagine d'archivio. REUTERS/Valentin Flauraud (Svizzera)</p>