Biofuel: per Ocse costa più di quanto offre

mercoledì 16 luglio 2008 11:52
 

di Sybille de La Hamaide

PARIGI (Reuters) - Il sostegno pubblico ai biocarburanti è costoso e ha un impatto di scarso peso sulla riduzione delle emissioni a effetto serra, dunque i governi farebbero meglio a promuovere un minor consumo di energia per combattere i cambiamenti climatici. Lo dice un rapporto dell'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (Ocse) diffuso oggi.

I governi, dice l'Ocse, dovrebbero anche sostenere l'uso dei cosiddetti biofuel di seconda generazione, che non vengono prodotti con l'impiego di vegetali per il consumo alimentare.

Lo studio rappresenta l'ultimo colpo in ordine di tempo ai biofuel, prodotti da granaglie, semi da olio e zucchero, che non molto tempo fa venivano considerati come l'alternativa pulita all'uso dei carburanti fossili, e ora vengono accusati di provocare l'aumento dei prezzi alimentari.

Molti paesi europei, tra cui Italia, Gran Bretagna e Francia, stanno premendo per rivedere le ambizioni della Ue in fatto di biocarburanti, talvolta facendo confusione tra gli obiettivi posti da Bruxelles (in particolare, il 10% dei trasporti su strada dovrebbero essere alimentati con carburanti provenienti da fonti rinnovabili entro il 2020).

I governi nutrono sempre più dubbi sul fatto che i biofuel siano davvero "ecologici" come sembravano, mentre si fa il conto dell'energia necessaria a produrli e dell'impatto ambientale che provocano la coltivazione intensiva e l'uso del terreno.

Secondo l'Ocse, se l'etanolo prodotto in Brasile dalla canna da zucchero taglia le emissioni di gas a effetto serra dell'80% circa, i biofuel di altra provenienza in Usa, Canada o Ue producono un risultato nettamente minore.

Il biodiesel prodotto da oli vegetali taglia le emissioni del 40-55%, mentre l'etanolo originato dal mais, maggiormente prodotto negli Usa, le riduce del 30% o anche meno.

L'Ocse segnala che le politiche di sostegno ai biofuel, che comprendono incentivi fiscali e restrizioni commerciali per proteggere il prodotto nazionale nella maggior parte dei paesi produttori, totalizzano complessivi 25 miliardi di dollari all'anno per una riduzione di meno dell'1% delle emissioni prodotte dai trasporti nel 2015.

Contemporaneamente, i biocarburanti provocano forti rischi ambientali, soprattutto in America Latina e in vaste zone dell'Africa.

Piuttosto che promuovere i biofuel, insomma, i governi dovrebbero investire i soldi in progetti che consumano meno energia, conclude l'Ocse.