Corte Suprema California avvia discussione su matrimoni gay

martedì 4 marzo 2008 10:39
 

di Adam Tanner

SAN FRANCISCO(Reuters) - Quattro anni dopo la decisione del Comune di San Francisco di autorizzare i matrimoni omosessuali, dando vita a un dibattito nazionale sulla questione, la Corte Suprema della California si riunirà oggi per ascoltare le tesi favorevoli e contrarie all'idea di limitare il matrimonio all'unione di un uomo e di una donna.

Le audizioni portano di nuovo alla ribalta lo scontro di più alto profilo negli ultimi anni sui diritti gay, e il risultato potrebbe influenzare anche la legislazione adottata in altri stati.

Il sindaco di San Francisco Gavin Newsom ha forzato il dibattito nel febbraio 2004, concedendo l'autorizzazione matrimoniale anche ai gay. Oltre 4.000 coppie omosessuali ne hanno usufruito, finché un tribunale ha bloccato la pratica.

Alla fine del 2004 la Corte Suprema della California sentenziò che Newsom, sindaco di una città all'avanguardia per i diritti gay, non aveva autorità per celebrare i matrimoni e annullò quelli già celebrati.

Ma oggi, la stessa corte si interroga sulla possibilità che la California possa vietare i matrimoni tra persone dello stesso sesso.

I sostenitori dei matrimoni omosessuali hanno vinto il primo round nel 2005, quando una Corte superiore ha emesso una sentenza a loro favorevole. Ma nel 2006 una Corte d'appello statale ha rovesciato la decisione, affermando la validità della legge attuale.

Nel 2000 i cittadini della California hanno approvato una norma che definisce il matrimonio come l'unione di un uomo e di una donna. Ma la legislazione sulla "domestic partnership" del 2005 ha concesso alle coppie di fatto gay molti dei privilegi riconosciuti a quelle sposate.

Dal 2005, il parlamento californiano ha votato due volte in favore delle unioni civili gay, ma il governatore Arnold Schwarzenegger, repubblicano con una posizione liberal su molte questioni sociali, ha posto il veto, affermando che a decidere sulla questione devono essere gli elettori o i tribunali.   Continua...

 
<p>Una cerimonia nuziale tra Eva e Kinga a Budapest, organizzata per protestare contro il divieto di matrimoni tra persone dello stesso sesso. REUTERS/Laszlo Balogh</p>