Salute, ricerca: in ospedali sovraffollati aumentano epidemie

martedì 24 giugno 2008 11:13
 

WASHINGTON (Reuters) - Gli ospedali che tentano di gestire il crescente numero di pazienti curandoli rapidamente potrebbero contribuire alla diffusione di batteri farmaco-resitenti, secondo quanto sostenuto da un gruppo di ricercatori australiani.

Il dottor Michael Whitby dell'ospedale Princess Alexandra Hospital di Brisbane e i suoi colleghi affermano che, data la costante crescita della popolazione e l'allungamento delle aspettative di vita, il problema può solo andare peggiorando.

"La tendenza a migliorare l'efficienza riducendo il numero dei letti e aumentando il susseguirsi di pazienti messo sotto pressione il sistema sanitario sta creando effetti collaterali indesiderati", hanno scritto i medici nella rivista specializzata Lancet Infectious Diseases, uscita ieri.

Basandosi sull'analisi di diversi casi clinici, i medici hanno scritto che negli ospedali sovraffollati è più facile che si verifichino infezioni dovute allo Staphylococcus aureus (Mrsa) resistente alla meticillina e altre epidemie di batteri farmaco-resistenti.

Molti studi mostrano che medici e infermieri non si lavano le mani quanto dovrebbero, e il problema peggiora proporzionalmente all'aumento del carico di lavoro.

Gli ospedali meno affollati riescono ad isolare i pazienti affetti da Mrsa e da altre pericolose infezioni.

Lo studio ha sottolineato che, ad esempio, in Australia, il numero di letti negli ospedali pubblici si è ridotto del 40% fra il 1982 e il 2000, mentre il numero di pazienti curati nelle stesse strutture è aumentato del 14%.

La stessa tendenza, dicono i medici, è riscontrabile in altri paesi occidentali come gli Usa, il Canada e la Gran Bretagna.

L'Mrsa può causare nei pazienti infezioni al sistema circolatorio, ai polmoni e alle parti operate chirurgicamente. Il contagio avviene attraverso le mani o tramite strumenti medici infettati.

 
<p>Un ospedale di Santa Monica, California (immagine d'archivio). REUTERS/Str</p>