Cannes, critici ancora poco entusiasti a pochi giorni dalla fine

venerdì 23 maggio 2008 17:05
 

CANNES (Reuters) - La mancanza di film davvero indimenticabili potrebbero far sì che il Festival di Cannes 2008 non resti poi a lungo nella memoria della critica cinematografica, che lamenta in questi ultimi giorni una programmazione tutt'altro che all'altezza dell'apertura.

Il calibro degli ospiti non ha tuttavia deluso le aspettative: la passerella del festival francese è stato calcato quest'anno da star come Madonna, Angelina Jolie, Brad Pitt, Clint Eastwood, Penelope Cruz, Woody Allen, Steven Spielberg e Harrison Ford, oltre che da ex stelle dello sport come Mike Tyson e Diego Armando Maradona.

A tre proiezioni dalla fine del Festival - che presenta quest'anno 22 film in gara - e dopo 10 giorni di visioni cinematografiche, conferenze stampa, interviste e party, critici e giornalisti ancora stentano a mostrare entusiasmo per l'edizione di quest'anno.

La gara si concluderà domenica sera, quando la giuria composta da nove membri e presieduta da Sean Penn consegnerà i vari premi e l'ambita Palma d'Oro per il miglior film.

"Già nella prima parte (del Festival), l'umore generale era quello della delusione", ha detto Jay Weissberg, critico cinematografico per la pubblicazione Variety. "Dopo un fiacco Festival di Berlino, si ha la sensazione che il 2008 non sia stata una delle annate migliori per il cinema".

Potenziale vincitore del Festival, per Weissberg e altri, è "Waltz With Bashir", documentario animato considerato dalla critica come un modo innovativo di esplorare la memoria di Israele sul massacro del 1982 di alcuni abitanti palestinesi nei campi di Sabra e Shatila a Beirut.

I film in concorso vedono la regia di veterani di Hollywood come Clint Eastwood e di registi meno conosciuti come il turco Nuri Bilge Ceylan, a riprova della filosofia del Festival francese, che cerca di portare sullo stesso palcoscenico grandi star californiane e cinema indipendente.

L'italiano "Gomorra" è stato lodato per la coraggiosa rappresentazione del violento mondo della criminalità organizzata napoletana, già dettagliatamente descritta nel libro best-seller di Roberto Saviano da cui il film è stato tratto.

Anche "Il Divo" di Paolo Sorrentino è stato favorevolmente accolto dalla critica. Il film è uno sguardo satirico su Giulio Andreotti, rappresentato come emblema della corruzione del sistema politico italiano.

 
<p>Una cartolina dal Festival: il regista Philippe Garrel saluta al suo arrivo sul tappeto rosso circondato da Clementine Poidatz, Laura Smet e suo figlio Louis Garrel. REUTERS/Eric Gaillard (FRANCE)</p>