23 maggio 2008 / 07:58 / 9 anni fa

Rom, un appello di giornalisti perché i media li rispettino

<p>Due bambini in un campo rom a Roma.Max Rossi (ITALY)</p>

ROMA (Reuters) - Dopo gli attacchi dei giorni scorsi contro alcuni campi nomadi a Napoli e in altre città, che hanno provocato anche un dibattito all'Europarlamento, un gruppo di cronisti italiani ha lanciato ieri online un appello perché "i media rispettino i rom", chiedendo di segnalare all'ordine dei giornalisti i presunti casi di xenofobia e discriminazione da parte della stampa.

"Negli ultimi giorni abbiamo assistito a una forte campagna politica e d'informazione riguardante il tema dell'immigrazione - dice l'appello - Siamo rimasti molto impressionati per i toni e i contenuti di molti servizi giornalistici, riguardanti specialmente il popolo rom. Troppo spesso nei titoli, negli articoli, nei servizi i rom in quanto tali - come popolo - sono stati indicati come pericolosi, violenti, legati alla criminalità, fonte di problemi per la nostra società".

"Siamo molto preoccupati, perché i mezzi di informazione rischiano di svolgere un ruolo attivo nel fomentare diffidenza e xenofobia sia verso i rom sia verso gli stranieri residenti nel nostro paese".

Nel documento - che ricorda come i nomadi, al pari di ebrei, omosessuali e dissidenti siano stati perseguitati in Europa dal nazi-fascismo - si denuncia il rischio che i rom finiscano per diventare un "caprio espiatorio" del "malessere italiano".

"Singoli episodi di cronaca nera sono stati enfatizzati e attribuiti a un intero popolo; vecchi e assurdi stereotipi sono stati riproposti senza alcuno spirito critico e senza un'analisi reale dei fatti", scrivono i promotori.

I giornalisti invitano infine i colleghi "allo scrupoloso rispetto delle regole deontologiche e alla massima attenzione affinché non si ripetano episodi di discriminazione" e all'Ordine professionale di assumere la stessa posizione.

"Ai cittadini ricordiamo l'opportunità di segnalare alle redazioni e all'Ordine dei giornalisti ogni caso di xenofobia, discriminazione, incitamento all'odio razziale riscontrato nei media".

L'appello si può leggere e firmare all'indirizzo: here

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