Thailandia, vietata la "castrazione cosmetica"

mercoledì 2 aprile 2008 09:53
 

BANGKOK (Reuters) - Le autorità sanitarie thailandesi hanno vietato oggi a ospedali e cliniche di praticare la castrazione di aspiranti "ladyboy" - una sorta di "femminielli"- nel timore crescente che l'operazione venga considerata una poco costosa e rapida alternativa al cambiamento di sesso.

In una lettera indirizzata a circa 16mila aziende sanitarie private, il ministero della Salute pubblica spiega che i medici che effettuano l'operazione al di fuori delle terapia formale per il cambiamento di sesso - che richiede un'attenta valutazione fisica e mentale del paziente - rischia fino a sei mesi di carcere.

Ma il dirigente sanitario Tara Chinakarn ha ammesso che far rispettare il divieto potrebbe essere difficile, dato che la rimozione dei testicoli è un intervento veloce e facile da effettuare clandestinamente.

"E' difficile individuarli visto che servono 15-20 minuti per compiere l'intervento", ha detto Tara a Reuters.

La Thailandia conta un gran numero di "ladyboy", o "katoey", come vengono chiamati in Thai, un termine che si applica sia ai travestiti che ai transessuali.

La tolleranza nei confronti di quello che viene definito "terzo sesso" ha fatto della Thailandia un leader mondiale nel settore della chirurgia per il cambiamento di sesso.

Una serie di cliniche hanno offerto via Internet interventi di castrazione per l'equivalente di circa 100 euro.

 
<p>Alcuni dei contendenti di Miss Tiffany's Universe 2005, una gara di bellezza per transessuali che si &egrave; svolta a Pattaya, in Thailandia. REUTERS/Adrees Latif</p>