Apat: città italiane più virtuose, più verde, meno consumo acqua

martedì 11 marzo 2008 10:50
 

ROMA (Reuters) - Tra il 2000 e il 2006 le città italiane con oltre 150mila abitanti hanno visto aumentare la superficie destinata a verde pubblico, diminuire il consumo di acqua per uso domestico e calare anche l'inquinamento da polveri sottili, anche se la situazione dell'aria resta critica.

Lo dice il rapporto sulla qualità dell'ambiente urbano presentato oggi a Roma dall'Apat, l'Agenzia per la Protezione dell'Ambiente. Secondo lo studio, in 23 delle 24 città che contano oltre 150mila abitanti - a parte Messina - è cresciuta in sei anni la percentuale di superficie cittadina destinata a verde pubblico.

L'incremento più forte è stato registrato in una città in questi mesi pur nel mirino per l'emergenza-rifiuti, Napoli. Tra il 2000 e il 2006, infatti, la città partenopea ha registrato un aumento delle aree verdi di quasi il 20% (il 19,5%). Per quanto riguarda la percentuale di aree "verdi" sul totale della superficie cittadina, al primo posto della classifica c'è Cagliari, col 53%. Ma se si guarda al numero di metri quadrati verdi per cittadino, allora in testa c'è Verona, con 363 m2.

Gli incerementi minori di verde pubblico si registrano in quattro grandi città del Sud, tre delle quali in Puglia: Bari, Taranto, Foggia e Reggio Calabria.

Altro dato positivo registrato dal rapporto Apat - che però non ne fornisce spiegazioni precise - è la tendenza alla diminuzione del consumo domestico di acqua, sceso in media dai 75,3 metri cubi del 2000 ai 69,4% del 2006. Le città più virtuose sono Livorno, con 47,4 m3 per abitante, Foggia (48,7) e Prato (50,3), mentre al contrario consumano di più Torino, con 88,8 metri cubi, Brescia (84,4), Roma (83,4).

Sul fronte dell'inquinamento atmosferico, dice lo studio dell'Agenzia per la Protezione dell'Ambiente, diminuisce in una percentuale assai variabile l'emissione di polveri sottili (le cosiddette Pm10) in tutte le città- Ma se a Brescia il calo è del 67%, a Taranto è solo del 4%. E diminuisce il contributo all'inquinamento da parte del trasprto su strada, pubblico o privato che sia. Calano infatti, rispetto al 2000, le emissioni di ossidi di azoto (44%) e di zolfo (82%), monossido di carbonio, benze e ammoniaca.

In tutte le città, aumaneta la presenza di auto meno inquinanti. Le Euro 4 rappresentavano nel 2006 complessivamente oltre il 10% del parco-macchine delle 24 grandi città, con una punta del 24,6% a Roma.

Resta però il fatto che nel 2006 in 13 aree urbane sono stati superati più di 35 volte i valori limiti giornalieri di Pm10.

Aumenta, nelle grandi città, la produzione di rifiuti, mediamente del 5,1%. Un dato, dice l'Apat, che però è inferiore a quello nazionale registratoi nello stesso periodo (8,9%). La spiegazione, per il rapporto, starebbe in realtà nella diminuzione della popolazione compelssiva delle città metropolitane, visto che nel 2006 i cittadini in questione hanno prodotto a testa 66 chili di immondizia.   Continua...

 
<p>Una veduta dei quartieri spagnoli di Napoli, la citt&agrave; che nel quinquennio 2001-2006 ha acquisitro. REUTERS/Max Rossi (ITALY)</p>