May 1, 2008 / 9:51 AM / 9 years ago

Roma, Alemanno promette: via la teca dell'Ara Pacis

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<p>L'Ara Pacis di Roma il giorno dell'inaugurazione della Teca, il 21 aprile 2006.Alessandro Bianchi</p>

ROMA (Reuters) - Oggi, nel suo primo discorso da sindaco della Capitale, dopo aver vinto il ballottaggio del 27 e 28 aprile, Gianni Alemanno ha spiegato che tra i progetti dei suoi cinque anni al Campidoglio ci sarà anche quello di rimuovere la famosa e discussa "Teca" dell'Ara Pacis realizzata dall'architetto statunitense Richard Meier.

Parlando davanti alle telecamere, l'ex ministro della Agricoltura, che a Roma ha costruito la sua carriere politica da quando nei primi anni 80 fu a capo dei giovani del Movimento sociale italiano, ha spiegato che "La Teca di Meier è un intervento da rimuovere".

Ma Alemanno ha aggiunto anche che abbattere il nuovo edificio che protegge la "ara alla Pace augustea" inaugurata nel 9 avanti Cristo, "non è ovviamente una priorità", dato che prima bisogna affrontare i problemi della sicurezza e delle periferie.

Il progetto "modernista" di Meier, che consta di oltre 1500 metri quadrati di pannelli di vetro, è stato fortemente contestato negli anni passati, sia dall'opposizione di centrodestra che da alcuni critici dell'arte e architetti.

Voluta nel 1995 dall'allora sindaco Francesco Rutelli - battuto nel voto di domenica e lunedì scorsi da Alemanno - la "Teca" è stata inugurata il 21 aprile del 2006 dall'ex primo cittadino e oggi leader del Pd Walter Veltroni.

In quei giorni il centrosinistra arrivò a Palazzo Chigi e Alemanno fu sconfitto nella sua prima corsa al Campidoglio, proprio da Veltroni.

Insieme all'Auditorium, quello di Meier rappresenta uno dei rari grandi progetti architettonici a Roma dai tempi delle Olimpiadi del 1960.

"E' il peggior monumento mai costruito a Roma", disse all'epoca il critico d'arte Vittorio Sgarbi.

Ma l'edificio di Meier ha preso il posto di un'altra "teca", quella costruita sotto il fascismo nell'area di piazza Augusto Imperatore - uno dei poli degli interventi architettonici voluti da Mussolini - e realizzata da Vittorio Ballio Morpurgo.

La "teca" d'epoca doveva servire a celebrare le gesta di Roma sotto un regime, quello fascista, che si è sempre ispirato alla tradizione imperiale. La nuova e odiata "Teca", per l'opposizione di centrodestra, sarebbe stata invece il simbolo del potere di Rutelli e Veltroni.

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