20 febbraio 2008 / 09:47 / 10 anni fa

Blog oltre le frontiere per promuovere pace tra Israele e Gaza

<p>Un camion che trasporta rifornimenti diretti alla striscia di Gaza fermo ad un valico tra Israele e la striscia.Gil Cohen Magen (ISRAEL)</p>

di Rebecca Harrison

GERUSALEMME (Reuters) - "Peace man" vive nella Striscia di Gaza, "Hope man" aldilà del confine israeliano, a Sderot. Entrambi sperano ardentemente nella fine delle violenze e nutrono il gran sogno di coltivare l'amicizia israelo-palestinese e di promuovere la pace.

Ma da quando i fondamentalisti islamici di Hamas hanno preso il controllo di Gaza, nel giugno scorso, e Israele ha chiuso la frontiera, i due non sono più riusciti ad incontrarsi, abbandonando il progetto di un campo estivo per i bambini di Gaza e Sderot.

Dunque, hanno deciso di mantenere viva la loro amicizia su Internet, dando vita insieme a un blog in inglese che esplora giornalmente la vita su entrambi i lati del conflitto tra Israele e Hamas e spinge per porre fine alla violenza.

"Vogliamo aprire le nostre vite e la nostra sofferenza al mondo e mostrare che questa non è solo una questione politica, ma coinvolge persone vere", spiega a Reuters per telefono Hope man, 42 anni, padre di tre figli.

"Vogliamo far vedere che esistono persone normali che stanno cercando alternative alla violenza"

Entrambi i blogger mantengono segrete le loro identità per timore di molestie, o forse anche peggio, a Gaza, dove il dialogo potrebbe essere considerato collaborazione. Sul loro sito, www.gaza-sderot.blogspot.com, usano gli pseudonimi Peace man e Hope man, Uomo della pace e uomo della speranza.

Gruppi militanti lanciano regolarmente razzi da Gaza su Israele, ma raramente riescono a uccidere persone, pur traumatizzando cittadine come Sderot. Israele compie frequenti raid nella Striscia, e nel 2007 ha ucciso circa 300 palestinesi, tra cui decine di civili.

"PIU' FORZA SIGNIFICA PIU' RAZZI"

Anche se molti abitanti di Sderot vogliono che il premier israeliano adotti misure militari più dure a Gaza dopo che un bambino di 8 anni ha dovuto subire un'amputazione parziale delle gamba per un attacco missilistico, Hope man dice che un attacco massiccio servirebbe solo ad alimentare ancora di più la violenza.

Anche Peace man, un insegnante, invita gli israeliani alla moderazione e usa il blog per chiedere la fine dei lanci di razzi da Gaza, dove è nato.

"Ciò ci porterà a un futuro buio e la fine sarà pessima", scrive Peace man in un recente post. "La mia voce è col mio amico: fermate la violenza su entrambi i lati, abbiamo bisogno di BUONE persone per cambiare questa situazione".

I due uomini raccontano aneddoti della loro vita a Gaza e a Sderot. Peace man spiega quanto siano scarsi i prodotti dopo il blocco della frontiera deciso da Israele, e quanto siano frequenti le esplosioni nella sua zona.

Hope man scrive della felicità sua e della moglie di fare una passeggiata in campagna durante una recente pausa nel lancio di razzi. La calma però era stata presto squarciata dal suono della sirena di allarme di Sderot, e i due si sono gettati a terra, prima di correre a controllare se i loro figli stessero bene.

Prima, Peace man e Hope man si incontravano a Sderot. Ma ora Peace man, come la maggior parte degli abitanti di Gaza, non può lasciare la Striscia. Però, possono ancora comunicare via telefono, e-mail e sul blog.

Danny Gal, la cui organizzazione - il Centre for Emerging Futures - ha aiutato Peace man e Hope man a ritrovarsi insieme, dice che mettere in contatto le persone può cambiare l'opinione pubblica e alla fine anche influire sulla politica.

"So che sembra ingenuo, ma stiamo acquistando slancio, la gente sta davvero cambiando il proprio modo di pensare e di influenzare le comunità", dice Gal. "La gente ha molto potere e non si rende conto quanto può influenzare i propri leader".

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