April 9, 2008 / 7:06 AM / 9 years ago

Olimpiadi, tensione a San Francisco per arrivo torcia

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<p>Alcuni manifestanti pro-Tibet a San Francisco, California, oggi tappa della torcia olimpica.Robert Galbraith</p>

SAN FRANCISCO (Reuters) - Centinaia di manifestanti sia favore che contro la Cina sono scesi in strada oggi a San Francisco per attendere l'arrivo della fiaccola olimpica, diventata per alcuni il fulcro delle proteste contro le politiche di Pechino in Tibet e per altri il simbolo dell'orgoglio nazionale.

Richiamando scene già viste nelle precedenti tappe della fiaccola a Londra e Parigi, si sono già verificati alcuni scontri e un manifestante pro-Tibet è stato arrestato.

Nonostante i disordini che il rituale sta causando, però, il presidente del Comitato olimpico internazionale Jacques Rogge ha detto che il Cio non intende fermare la staffetta internazionale.

Il percorso si svolge attraverso la città californiana -- unica tappa della fiaccola negli Stati Uniti -- nonostante attivisti abbiano marciato alla vigilia mostrando bandiere pro-Tibet e recitando slogan come "Vergogna sulla Cina".

Le autorità hanno avvertito che chiunque oserà oltrepassare le barriere sistemate lungo il percorso del tedoforo sarà arrestato.

A testimonianza dei sentimenti opposti che abbondano oggi a San Francisco, di cui la metà degli abitanti ha origini cinesi, migliaia di spettatori filocinesi si sono uniti ai manifestanti intorno al punto di partenza del percorso della torcia.

Molti americani di origini cinesi sono orgogliosi del fatto che la loro madre-patria si accinga a ospitare un importante evento mondiale come le Olimpiadi.

Tanto che una manifestante anticinese 30enne di nome Christine Lias, dopo aver gridato "Liberate il Tibet!" è stata subito circondata da un gruppo che la ha accusata di essere una bugiarda.

"I cinesi possono finalmente ospitare le Olimpiadi. Vuol dire che la Cina sta diventando una potenza mondiale", ha detto Don Zheng, un ingegnere di 41 anni emigrato dalla Cina nel 1988.

Poche ore prima dell'arrivo della fiaccola a San Francisco il presidente degli Stati Uniti George W. Bush ha raccomandato alla Cina di aprire un dialogo con il Dalai Lama.

"Meraviglioso Simbolo"

Rogge ha precisato al Wall Street Journal che le dichiarazioni riguardo la presunta intenzione del Cio di interrompere la staffetta olimpica intorno al mondo sono "frutto di un equivoco".

"Mi rattrista il fatto che sia stato preso d'assalto il meraviglioso simbolo della torcia, che rappresenta l'unità di tutti i popoli di religioni, origini etniche, sistemi politici, culture e lingue diversi", ha detto Rogge.

La tormentata staffetta ha occupato le prime pagine della stampa internazionale, ed è diventata una calamita per tutti coloro che si oppongono alla politica cinese anche in altri campi, dal coinvolgimento in Darfur alla violazione dei diritti degli animali.

Pechino ha condannato fermamente le proteste e risollevato i sentimenti patriottici nella popolazione, che vede nei Giochi di agosto la celebrazione di 30 anni di sviluppo economico e l'apertura verso il mondo.

I leader occidentali stanno affrontando una situazione molto delicata, pressati da coloro che chiedono il boicottaggio della cerimonia di apertura delle Olimpiadi, mentre è improbabile che a boicottare i Giochi saranno proprio gli atleti.

La polizia cinese ha arrestato finora 953 persone sospettate di aver preso parte alle manifestazioni in Tibet dello scorso mese.

Il governatore della regione del Tibet Qiangba Puncog ha dichiarato che essi costituiscono una "piccolissima minoranza" che non rappresenta il pensiero della popolazione tibetana e i monaci buddisti.

Puncog ha detto che 362 persone sono state arrestate dopo essersi costituite e 328 sono state rilasciate perché accusate di crimini poco gravi e per "buona condotta", relativa al fatto di aver confessato.

Intanto continua l'attivismo dei monaci in Cina. Oggi un gruppo di 15 monaci buddisti tibetani ha fatto irruzione in una piazza di Xiahe, dove un gruppo di venti persone, cinesi e giornalisti stranieri, stava girando un servizio sponsorizzato dai media di stato, nella provincia di Gansu, regione occidentale della Cina teatro di rivolte pro-Tibet nei giorni scorsi.

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