Clima, conferenza Parigi: piani di Bush modesti e in ritardo

giovedì 17 aprile 2008 19:25
 

PARIGI (Reuters) - I piani presentati dagli Stati Uniti per bloccare l'incremento di emissioni di gas serra entro il 2025 sono troppo modesti e arrivano troppo tardi, secondo alcuni dei delegati riuniti oggi a Parigi per la conferenza sul clima che vede la partecipazione di 17 potenze mondiali, mentre altri hanno apprezzato le proposte avanzate da George W. Bush perché rappresentano un primo passo verso misure di questo tipo.

Bush ha presentato ieri un piano per arrestare la crescita di emissioni Co2 negli Stati Uniti entro il 2025, in aggiunta alle precedenti disposizioni per la riduzione dei gas inquinanti entro il 2012.

Stati Uniti e Cina sono i paesi che maggiormente immettono gas Co2 nell'atmosfera.

"Il presidente (degli Usa) ha fatto un discorso deludente", si legge nel comunicato del ministro dell'Ambiente tedesco Sigmar Gabriel, dal titolo "Gabriel critica il discorso neanderthaliano di Bush".

Molti delegati intervenuti alla conferenza di oggi -- a presidenza Usa --, che proseguirà anche domani a Parigi, concordano sul fatto che un'azione più immediata sarebbe necessaria per evitare i peggiori effetti del riscaldamento globale.

La maggior parte dei paesi industrializzati mira a tagliare le emissioni dannose per raggiungere livelli inferiori a quelli registrati nel 1990.

"Il presidente Bush ha riconosciuto la necessità di una legislazione federale obbligatoria per far fronte ai cambiamenti climatici, ma ciò che propone... non darà alcun contributo significativo", ha detto a Reuters il Commissario europeo per l'Ambiente Stavros Dimas, mentre l'ambasciatore francese per il clima Brice Lalonde ha commentato dicendo che l'amministrazione Usa "è un po' in ritardo".

Bush lascerà la carica di presidente nel gennaio 2009, e tutti i suoi potenziali successori -- il repubblicano John McCain e i due candidati democratici Barack Obama e Hillary Clinton -- hanno già chiesto misure più severe di quelle proposte dall'attuale capo della Casa Bianca.

Le previsioni fatte dal Comitato Onu sul clima indicano che le emissioni nei paesi industrializzati devono scendere, entro il 2020, di una percentuale tra il 25 e il 40% rispetto ai livelli del 1990, per evitare siccità, inondazioni e l'innalzamento dei mari.

 
<p>George W. Bush in una foto d'archivio. REUTERS/Jim Young (UNITED STATES)</p>