Da domani su Mtv "Rock in Rebibbia", ma non è il solito reality

mercoledì 26 marzo 2008 16:58
 

ROMA (Reuters) - Diversi in età, provenienza e storia di vita, ma uniti nella musica e nella voglia di imparare: questi gli ingredienti del nuovo programma di Mtv "Rock in Rebibbia", una serie in nove puntate in cui un gruppo di giovani detenuti del carcere romano di Rebibbia si cimenta nell'esecuzione di brani che hanno segnato la storia del rock.

"Rock In Rebibbia... è il racconto dei tre mesi nei quali il neogruppo rock di musicisti detenuti a Rebibbia con entusiasmo, paura ed emozione, ha seguito le 'lezioni' quotidiane dei maestri di musica, 'allenandosi', musicalmente e psicologicamente, anche agli incontri con gli artisti italiani", si legge in un comunicato della popolare emittente dedicata al mondo della musica.

La band è costituita da otto ragazzi tra i 18 e i 42 anni che, dopo aver superato i provini di Mtv, ha potuto confrontarsi con il mondo del rock con l'aiuto di due musicisti che hanno fatto loro da "guida" -- Antonio Gramentieri e Denis Valentini -- e di nove ospiti d'eccezione, tra cui Alex Britti, Piero Pelù, Max Gazzé, Roy Paci e Negramaro.

Sembrerebbe a prima vista un reality show fra tanti, ma sia gli organizzatori, Mtv e Wilder, che gli stessi funzionari dell'amministrazione penitenziaria che hanno accolto il progetto, hanno più volte sottolineato di aver pensato l'iniziativa come a "un progetto culturale che poi ha una forma televisiva", che attraverso il piccolo schermo vorrebbe dare una "immagine ragionevole" di ciò che è il vissuto all'interno dell'istituto di pena.

"Abbiamo cercato di raccontare le storie di ognuno senza il codice del reality", ha precisato un responsabile di Mtv.

"Rock In Rebibbia è il racconto di un'avventura umana e artistica di gruppo, di un particolare spirito di squadra, in cui i singoli devono mettere la propria personalità, la propria storia e il proprio eventuale talento al servizio di una strategia comune", si legge ancora nel comunicato dell'emittente.

"Io sono sempre stato contrario alla strumentalizzazione della vita delle persone in carcere", ha detto il vicedirettore del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria Emilio Di Somma, aggiungendo che questa attività potrebbe invece avere un ruolo formativo spendibile in un futuro reinserimento in società dei detenuti, anche a livello professionale.

A prova del successo dell'iniziativa "Rock In Rebibbia", ci sono poi le testimonianze di coloro che vi partecipano, primi fra tutti i componenti della band, alcuni dei quali hanno evidenziato che "un regalo così non me lo aveva mai fatto nessuno".

"L'esperienza che ho vissuto qui dentro mi ha portato un pezzetto di libertà", ha detto Matteo, 27 anni, batterista del gruppo, che ha aggiunto di desiderare che "le persone capiscano che noi non siamo solo i reati che abbiamo commesso, ma siamo persone che soffrono, che vivono, che stanno bene tra loro".

Il programma andrà in onda tutti i giovedì alle 21 a partire da domani ed è stato realizzato da Mtv in collaborazione con l'agenzia Wilder.