Cooperazione, associazioni puntano il dito su sprechi donazioni

giovedì 26 giugno 2008 19:26
 

ROMA (Reuters) - L'Italia è indietro in tema di valutazione di efficacia degli aiuti per lo sviluppo e non ha ancora presentato un piano per la realizzazione dell'agenda di Parigi, sottoscritta nel 2005 da paesi donatori e beneficiari di tutto il mondo per ottimizzare la qualità della cooperazione.

E' quanto si legge nel documento che Action Aid, Save the Children, Wwf, Focsiv e altre organizzazioni hanno consegnato oggi al governo e al Parlamento, e che contiene alcune raccomandazioni della società civile italiana, in occasione della presentazione del "Rapporto Obiettivi di Sviluppo" elaborato dalla Campagna del Millennio dell'Onu e dal Development Assistant Committee (Dac) dell'Ocse.

"L'Italia non ha ancora presentato un piano per la realizzazione dell'agenda di Parigi ed ha avviato tardivamente una riflessione interna all'amministrazione", si legge nel documento, intitolato "L'efficacia dell'aiuto: una prova di volontà per l'Italia", che invita governo e parlamento a rispettare gli impegni presi a Parigi e ad assumere un ruolo di leadership in tema di aiuti.

Secondo i risultati della prima valutazione sugli obiettivi dell'efficacia, continua il documento, l'Italia si colloca al di sotto della media degli altri paesi Dac, ed è fortemente penalizzata dal "legame dell'aiuto all'acquisto di beni e servizi italiani, dalla scelta di priorità d'intervento che non riflettono affatto le strategie di lotta alla povertà adottate dal paese, e dall'alto numero di missioni di verifica non coordinate con gli altri donatori".

Secondo i dati a disposizione delle associazioni che hanno redatto il testo, la cooperazione italiana appare ai paesi africani stessi come un sistema "poco efficace".

Il documento propone, tra le altre cose, un aumento della percentuale di aiuto a programma (invece che a progetto) dove possibile, di slegare prestiti e aiuti dalla fornitura di assistenza tecnica e servizi italiani (legame che secondo il testo fa lievitare i costi del 30-50%), e di privilegiare decision making e gestione locali, garantendo l'unitarietà e trasparenza di tutte le iniziative di cooperazione.

"L'architettura dell'aiuto pubblico allo sviluppo italiano, il nostro sistema di cooperazione, dovrà affrontare un processo di rinnovamento importante" ha dichiarato il ministro degli Esteri Franco Frattini nel messaggio di saluto all'iniziativa, aggiungendo che "per raggiungere dei risultati concreti e positivi è fondamentale non soltanto una volontà politica congiunta del Governo e del Parlamento, ma anche un dialogo costruttivo con le istituzioni internazionali e con la società civile".

Affermando di non dubitare "del ruolo che la cooperazione può e deve svolgere per garantire la dignità a tutte le persone", Frattini aggiunge che "la difficoltà dei bilanci dei paesi donatori pone in maniera forte, accanto alla questione della quantità, il tema della qualità degli interventi, della loro sostenibilità e soprattutto della loro efficacia".

I paesi che hanno sottoscritto la Dichiarazione di Parigi si riuniranno all'inizio del prossimo settembre ad Accra per verificare i progressi di donatori e partner rispetto agli impegni di Parigi sulla qualità e l'efficacia degli aiuti.